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03 settembre 2013

Prandelli lascia a fine Mondiale: 6 nomi per il dopo-Cesare

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Allegri, Conte e Mancini in pole position per succedere al ct sulla panchina azzurra. Ma occhio anche a Zac, Ranieri e Spalletti. In ogni caso, si tratterà di un italiano con esperienza internazionale. L'annuncio di Prandelli a qualificazione conquistata

di Alessandro Alciato

Prandelli lascerà la Nazionale dopo il Mondiale in Brasile, l’annuncio ufficiale arriverà solo a qualificazione conquistata, quando il ct e i vertici della federazione si incontreranno e faranno un comunicato congiunto.
Nelle segrete stanze di via Allegri, a Roma, si sta però già ragionando sulle caratteristiche e sul nome del sostituto.

Sarà italiano, dovrà avere esperienza internazionale, a oggi nella lista degli osservati speciali sono tre i nomi che saltano all’occhio più di altri: Massimiliano Allegri, Antonio Conte e Roberto Mancini, in stretto ordine alfabetico.
Due su tre a oggi sono sotto contratto con Milan e Juventus, ma anche Prandelli nel momento in cui fu scelto per sostituire Lippi era ancora l’allenatore della Fiorentina. Mancini invece è libero dopo l’esperienza al Manchester City.

Tre nomi che spiegano quanto in federazione abbiamo voglia di fare ancora sul serio, di dare continuità al lavoro di un ct che fino a questo momento ha conquistato una medaglia d’argento agli Europei – meravigliosa perché insperata – e una di bronzo alla Confederations Cup, dove l’Italia ha giocato alla pari, se non meglio, della Spagna campione di tutto. Prandelli – che aveva la possibilità di uscire dal contratto dopo Euro 2012 ma che non esercitò la clausola - fu un’ottima scelta, e tutti gli indizi portano a pensare che anche la prossima lo sarà.

Gli altri nomi sul tavolo sono questi: Zaccheroni, a cui scadrà il contratto con il Giappone dopo il Mondiale, Ranieri, attuale allenatore del Monaco che secondo il proprietario russo dovrà vincere la Ligue 1, e Spalletti, alla guida dello Zenit San Pietroburgo. Chiunque alla fine sia il prescelto, dovrà accettare una riduzione rispetto all’attuale ingaggio: in Nazionale non si va oltre il milione e mezzo all’anno.

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