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04 settembre 2013

"Il futuro del ct? C'è ansia intempestiva". Allegri in pole

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Il capitano Gigi Buffon, prima dei match contro Bulgaria e Repubblica Ceca, interviene sul caso del dopo-ct azzurro : "La possibilità che Prandelli lasci dopo i Mondiali è un non problema". Il tecnico del Milan e Zaccheroni i favoriti

"La possibilità che Prandelli lasci la Nazionale dopo i Mondiali è un non problema. Nelle società, e a maggior ragione in Nazionale, i percorsi dei giocatori e degli allenatori sono brevi o si concludono dopo una manifestazione importante. Mi pare che tutti siano stati colti da un'ansia intempestiva, è una cosa che fa parte del gioco e tutti noi sapremmo gestirla nel modo piu naturale possibile". Lo ha detto in conferenza stampa il capitano azzurro Gigi Buffon, in merito all'addio del ct all'Italia la prossima estate.

"A giugno avremo il Mondiale in Brasile, con tutto il rispetto per giocatori e tifosi, quando hai questo tipo di fortuna l'attenzione è rivolta solo al Mondiale", assicura il portiere. "Se dovesse lasciare la Nazionale, qualche squadra prestigiosa che lo chiamerà ci sarà perché alla fine, anche dopo il lavoro svolto con questa Nazionale, ha dimostrato di essere un allenatore di prim'ordine, che merita di allenare una grande squadra. Conte per il dopo-Prandelli? Ma Conte non ha abdicato, a noi e alla società non ha mai detto che il prossimo anno lascerà la Juve. Poi è giusto che tutti gli allenatori sognino la Nazionale ma stiamo parlando di nulla e poi ci sono tanti allenatori bravi in Italia che si libererebbero per l'Italia che se cominciassimo a parlare di toto-allenatore dopo la fine del Mondiale, in 4-5 giorni si troverebbe il sostituto...".

"Per me rappresentare e giocare per il mio Paese, per la mia Nazionale, è qualcosa di irrinunciabile, una fortuna che in pochi hanno, ecco perché non sarò mai io a dire basta, sarebbe come una specie di diserzione" ha detto ancora Gigi Buffon, a due partite dal record di presenze in azzurro, 136 come Fabio Cannavaro. "Se dovessero un domani decidere di non chiamarmi più o di mettermi in panchina per il bene della Nazionale, non ci saranno problemi - ha continuato il portiere - ma non sarò mai io a dire basta, anche solo il pensarlo è un atto di presunzione. Io resto agli ordini, faccio il giocatore, non sono il presidente o il proprietario della Nazionale, solo quando mi diranno fatti da parte ne prenderò atto e saluterò".

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