06 settembre 2013

Google celebra Leônidas che inventò la rovesciata

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Cent'anni fa nasceva la stella brasiliana che divenne famosa per le sue acrobazie. Prima di Pelé è stato lui il vero idolo dei tifosi brasiliani. Sfiorò il Mondiale nel '38, vinto poi dall'Italia

Un giro aereo in torsione e le gambe che vanno su, a disegnare il movimento dei piedi sui pedali di una bicicletta. Google celebra così il centenario di Leônidas da Silva, l'inventore del gesto più raffinato e celebrato del calcio: la rovesciata.

Cento anni fa nasceva l'interprete più famoso della "chilena", come amano chiamarla i brasiliani. Prima dell'esplosione di Pelè, Leônidas è stato il calciatore più osannato in Brasile. Lo chiamavano la "Perla nera" per quel suo talento sopraffino che trovava la sua massima espressione proprio nel gesto della rovesciata. Ben presto divenne il suo marchio di fabbrica. Per altri invece era "L'uomo di gomma", perchè molti non riuscivano a spiegarsi come quelle gambe così lunghe potessero nascondere un'agilità da funambolo. Velocità e tecnica: su questo si basava la forza di Leônidas.

E pensare che il suo avvicinamento al calcio è stato fortuito. Ha cominciato con il basket nel Sirio Libanes, per via della sua altezza. Poi la folgorazione con il calcio cominciata tra le strade di Rio. Entrò nel club del São Cristovão, lo stesso in cui iniziò anche Ronaldo. Ma quella scheggia impazzita che sbalordiva gli spettatori con le sue acrobazie bruciò tutte le tappe. A 19 anni venne convocato in Nazionale, di cui subito divenne un simbolo. Venne acquistato proprio dagli uruguagi del Penarol, ma la saudade per la sua Rio lo riportò in Brasile: prima Vasco e poi Botafogo.

Leônidas però divenne leggenda con la maglia del Flamengo, con il quale vinse tre titoli. Non era un esteta del calcio fine a se stesso. La sua rovesciata non era un gesto per strappare applausi. Proprio con la maglia dei rossoneri segnò 142 reti in 179 incontri, realizzando il record nel 1940 di 42 gol.

Al "molleggiato" mancò solo la Coppa del Mondo. La sfiorò nel 1938, ma l'Italia di Pozzo gli sbarrò la strada in semifinale (anche se in quella partita era infortunato) e si prese il titolo. Poco male, però. Con 21 gol in 19 presenze con la maglia verdeoro (sette nel solo Mondiale del '38), Leônidas era già nell'Olimpo del calcio brasiliano. A fine carriera si inventò telecronista per le partite della Seleçao. In campo era una "Perla", fuori un dio. Anche se alcuni esperti attribuiscono il primato della rovesciata all'italiano Carlo Parola o al cileno Ramon Unzaga, la storia ricorderà le acrobazie dell'unico "uomo di gomma". Internet, a cento anni di distanza, conserva ancora il suo ricordo.