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08 settembre 2013

Osvaldo: "Non potevo restare a Roma con chi mi minacciava"

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Dal ritiro della Nazionale l'attaccante torna sull'addio ai giallorossi: "E' stata una decisione mia, presa assieme alla società. Sia compagni che tifosi mi hanno sostenuto. In Italia alcuni tifosi vivono il calcio in maniera sbagliata"

La sua nuova vita in Premier League procede bene, è contento della decisione presa anche se la Roma e una minoranza di tifosi giallorossi hanno avuto un ruolo decisivo nella sua partenza. Pablo Daniel Osvaldo, in ritiro con la Nazionale a Torino ("sono sempre orgoglioso di essere qui e di avere la fiducia del mister") per la gara di martedì con la Repubblica Ceca, torna sul suo addio ai giallorossi. "Sono felice, ho preso la decisione di andare a giocare in Inghilterra dove il primo impatto è stato buonissimo, con i compagni, col gruppo, con la società", dice.

"Sono sereno e questa è la cosa che conta", prosegue Osvaldo, "Avevo voglia di andare via e provare un'esperienza all'estero, il Southampton sin dall'inizio ha mostrato tanto affetto nei miei confronti, mi voleva e ho capito che era l'opzione migliore per me. Adesso è tutto nuovo e devo adattarmi, è un calcio diverso ma sono felice". Lasciare la Roma per il Southampton "è stata una decisione mia, presa assieme alla società. Che però mi aveva fatto capire che voleva che andassi via anche se alla fine penso siamo tutti contenti", ci tiene a precisare Osvaldo, che con la tifoseria non si è lasciato benissimo.

"Il tifoso normale mi ha sempre dimostrato tanto affetto - racconta l'italo-argentino - Ci sono tifosi che la vivono in maniera giusta e altri che non lo fanno e per fortuna sono la minoranza. Sia compagni che tifosi mi hanno sostenuto, poi c'è una parte di supporters che vive in maniera sbagliata il calcio ed è una cosa difficile da cambiare. Non potevo rimanere a Roma con gente che veniva sotto casa a scrivere cattiverie. Non è una cosa normale ma facciamo poco per evitare queste situazioni al punto che sembra normale e invece non dovrebbe esserlo".

A Osvaldo viene rimproverato qualche atteggiamento sopra le righe, come la mancata presentazione alla premiazione dopo la finale di Coppa Italia, gesto che gli è costato la convocazione per la Confederations. "A fine partita ero arrabbiatissimo e sono andato negli spogliatoi, e volevo spaccare tutto", replica l'attaccante, protagonista anche di un tweet al vetriolo contro Andreazzoli. "Alla gente che mi mostra rispetto io mostro rispetto, agli altri un po' meno, quello che sento lo dico", chiosa Osvaldo.

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