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09 settembre 2013

Brasile, massaggiatore in campo salva il gol sulla linea

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Romildo Fonseca da Silva, di spalle, dopo aver impedito il gol al Tupi, scappa verso gli spogliatoi

Romildo Fonseca da Silva non poteva accettare che la sua squadra perdesse. Durante una partita del campionato brasiliano di serie D, si è improvvisato difensore e, dopo aver fatto irruzione in campo, ha salvato il risultato. Ricorso annunciato. IL VIDEO

Il pallone sta per varcare la linea di porta, ma lui, con un guizzo da vero difensore, entra in campo e lo ferma. Non solo. Respinge da terra anche la ribattuta dell'attaccante e alla fine salva il risultato. Non è la storia di un calciatore che ha vissuto una giornata di gloria, ma quella di un massaggiatore inseguito per tutto il campo dalla squadra avversaria, un dodicesimo uomo in campo che per una sera ha stravolto tutte le regole del calcio.



Romildo Fonseca da Silva, detto Esquerdinha, massaggiatore della squadra brasiliana dell'Aparecidense (militante in serie D), sicuramente non è una persona abituata a perdere. Al 44' del secondo tempo della sfida degli ottavi di finale del campionato tra la sua squadra e il Tupi, l'incontro era in parità sul 2-2. Come nelle partite al cardiopalma, poco prima del triplice fischio, il Tupi si è riversato in attacco e, dopo una combinazione vincente, è riuscito a battere il portiere avversario. Ma non Esquerdinha, che appostato sulla linea di fondo, non si sa perché, con un tuffo in scivolata  ha evitato il gol e i successivi tentativi di ribattuta in rete degli attaccanti avversari.

Le polemiche e i tafferugli sono stati immediati. Il massaggiatore è scappato negli spogliatoi inseguito dai calciatori inferociti del Tupi e l'arbitro è stato costretto a sospendere la partita. Alla ripresa però la sorpresa. L'arbitro ha fatto riprendere il gioco come se nulla fosse accaduto. Il risultato è rimasto sul due pari e l'Aparecidense, in virtù dei gol segnati in trasferta, ha superato il turno.

"L'ho fatto perché questa era la nostra unica chance di evitare la sconfitta. Se non fossi intervenuto io, il pallone sarebbe entrato e noi avremmo perso. Non mi pento, perché l'ho fatto per amore del club: tutti noi siamo un gruppo molto unito e io non volevo che l'Aparecidense fosse eliminata, ha spiegato Esquerdinha a Radio 730. All'uscita dallo stadio, il bus dell'Aparecidense è stato preso a sassate dai tifosi del Tupi, mentre i dirigenti della squadra sconfitta hanno già fatto sapere che ricorreranno alla giustizia sportiva e nel caso anche a quella ordinaria.

Ma quello di Esquerdinha non è l'unico episodio di tifosi incapaci di veder perdere la propria squadra. Nel 2008, durante la partita del campionato olandese tra Heerenveen e Nec un tifoso scavalcò i cartelloni pubblicitari e con un colpo di testa salvò la "sua porta" prima che il pallone entrasse in rete.





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