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26 settembre 2013

Ammendola, un posto al Sol: uno scugnizzo in Paraguay

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VITA DA EMIGRANTE . Classe 1990, trequartista, ha esordito in serie A con il Napoli nell'aprile 2012. Poi la decisione di giocare all'estero: in Bulgaria con il Botev Vratsa e in Grecia con l'Iraklis Psachna prima di tentare l'avventura in Sudamerica

di Augusto De Bartolo

Ogni bambino sogna di segnare un gol come quello di Diego Armando Maradona all'Argentina a Messico '86. Una discesa che provocò questo commento di Victor Hugo Morales:

"la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tendal y va a tocar para Burruchaga... ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta... Goooooool... Gooooool..."

La sua storia potrebbe essere davvero uscita dalla fantasiosa penna di Osvaldo Soriano. Massimiliano Ammendola è un trequartista, classe 1990. E' il primo italiano a giocare in Paraguay se si esclude Cesare Maldini che fino ai Mondiali del 2002 fu il ct dell'Albirroja. Asuncion è la città dell'Olimpia vicecampione della Libertadores, il Sol de America un club storico tornato da poco ai fasti di un tempo.

Cresciuto nel Napoli, con cui ha anche debuttato in serie A, a Max il Sudamerica è parsa la scelta adatta, un luogo un po' più uguale di altri alla sua terra. "Simile a Napoli, almeno per come guidano, ma Asuncion è una città tranquilla", dice. A casa, per mangiare, come i comuni mortali, occorre fare la spesa: "Ho il frigo sempre vuoto e se non vado al supermercato rischio di restare a digiuno".

Le bellezze del luogo (la ricordate la prorompente Larissa Riquelme?) e l'insolita vigilia prepartita rendono l'atmosfera gradevole. "Nello spogliatoio prima della gara c'è musica ad alto volume e un altare con ogni genere di scaramanzia". L'amicizia con Lavezzi è rimasta intatta e il biglietto per gustarsi Messi in Paraguay assicurato. "L'ho salutato e mi ha invitato alla partita". Un viaggio così lungo che, per il momento, è allegria proprio perché non sempre il calcio sudamericano è Triste, solitario y final.

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