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26 settembre 2013

Scandalo in Qatar: operai-schiavi per gli stadi del Mondiale

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Lo scandalo in Qatar è stato denunciato dalla testata inglese "The Guardian" (Foto Getty)

A denunciare le disumane condizioni di lavoro degli operai nepalesi impegnati nella costruzione delle infrastrutture per la Coppa del Mondo 2022 è "The Guardian": 44 morti in due mesi, salari bloccati e niente acqua nonostante le alte temperature

Operai pagati poco o per niente, senza accesso all'acqua e con i passaporti confiscati: è la "moderna schiavitù", come l'ha definita l'Organizzazione internazionale del lavoro dell'Onu, degli operai nepalesi che in Qatar stanno preparando i Mondiali del 2022. Le disumane condizioni di lavoro, che hanno portato alla morte di un nepalese al giorno quest'estate, sono state denunciate dalla testata inglese The Guardian.

Sono migliaia gli operai provenienti dal Nepal che lavorano in Qatar per costruire le infrastrutture necessarie alla Coppa del mondo 2022. Tra il 4 giugno e l'8 agosto ne sono morti 44: secondo i documenti dell'ambasciata nepalese a Doha, metà di essi hanno avuto un attacco di cuore o un incidente sul luogo di lavoro.
L'indagine del Guardian rivela condizioni di lavoro forzato nel progetto di costruzione delle infrastrutture per i Mondiali 2022 in Qatar. In particolare gli immigrati originari del Nepal non sarebbero stati pagati per mesi e i loro salari sarebbero stati bloccati per evitare che fuggissero. Alcuni operai hanno denunciato la confisca di passaporti e carte di identità da parte dei capi, preoccupati di ridurre gli status di clandestinità. Altri hanno affermato che è stato negato loro l'accesso all'acqua, nonostante le temperature estive. "Ci piacerebbe andarcene, ma l'azienda non ce lo permette" ha spiegato un migrante nepalese, impiegato nello sviluppo di Lusail City, che ospiterà uno stadio da 90.000 persone. "Ma siamo senza aiuto", ha concluso.

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