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26 ottobre 2013

Barça-Real, non sarà solo Messi contro Ronaldo

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LIGA. Nella sfida del Camp Nou gli occhi non saranno puntati solo su Leo e Cristiano. Neymar contro Bale sul campo, Martino contro Ancelotti in panchina: sono tante le "altre sfide" del primo Clasico della stagione

di Roberto Brambilla

Per una volta non sarà una sfida tra la prima e la seconda in classifica. E non sarà solo il faccia a faccia tra Leo Messi e Cristiano Ronaldo, i due fuoriclasse che con il loro dualismo hanno animato i clasicos degli ultimi anni. Barcellona-Real Madrid di scena a Camp Nou sarà la partita dei nuovi. Dell'uomo-da-quasi_cento-milioni Gareth Bale e del gioiello brasiliano Neymar e dei due tecnici, Gerardo "El Tata" Martino e Carlo Ancelotti, tutti e quattro al loro esordio nel "derby di Spagna". Tra campo, panchina e tribuna, tutti gli uno-contro-uno di scena a Barcellona.

Leo e Cristiano, ennesimo confronto - In campo ci saranno come sempre anche loro. L'argentino, reduce dal gol contro il Milan in Champions League, è al 15° derby di Spagna in campionato con 11 gol, miglior marcatore di sempre della sfida. Cristiano, che di clasicos nella Liga ne ha giocati 8 segnando 4 gol, uno dei quali al Camp Nou consegnò di fatto lo scudetto al Madrid di Mourinho il 21 aprile 2012. Due fenomeni che hanno vissuto un inizio di stagione, un po' diverso. Leo, 12 gol in 11 partite, è stato bloccato nelle ultime settimane da un infortunio, rimediato contro l'Almeria il 28 settembre, che gli ha fatto saltare la Nazionale e una partita e mezzo con il Barcellona, mentre Cristiano Ronaldo ha avuto un avvio maestoso: 16 gol in 13 partite (8 nelle ultime 9).

Neymar e Bale, superacquisti a confronto - Sono stati i fiori all'occhiello delle rispettive campagne acquisti. 57 milioni (ufficiosi) per la stella del Santos, 92 (più Coentrao) per il terzino-diventato-trequartista del Tottenham. Due campioni per aggiungere qualità alle rose dei due top team ma che hanno avuto fino ad ora due impatti differenti. Il ragazzo brasiliano, classe 1992, a dispetto delle perplessità iniziali, ci ha messo poco più di un mese ad adattarsi al calcio spagnolo. Meno personalismi e tiri, più gioco di squadra e assist: 11 partite tra campionato e Champions con 2 gol ma soprattutto 6 assist. Molto più critico l'approccio del gallese all'avventura madrilena. La lunga trattativa per portarlo alle merengues ne ha condizionato la preparazione precampionato, qualche infortunio di troppo ha rallentato le prime settimane alla Casa Blanca. Risultato? Solo tre partite, un gol all'esordio contro il Villarreal il 14 settembre e ancora nessuna vera occasione per esprimersi al meglio.

Il Tata e Carletto, la calma al potere - Al Camp Nou sabato nel tardo pomeriggio sarà anche una sfida tra i due tecnici stranieri, simili per modo di comportarsi ma accolti in maniera quasi opposta. Ancelotti, inseguito da anni da Florentino Perez, è stato salutato dal Bernabeu con entusiasmo, come l'allenatore adatto per portare a casa la decima Coppa dei Campioni e riportare il bel gioco al Madrid. Martino, invece, messo sotto contratto dopo la ricaduta della malattia di Tito Vilanova, è arrivato tra i dubbi. Di Rosario come Messi, l'ex allenatore di Newell's Old Boys e del Paraguay è alla prima esperienza in Europa. Perplessità fugate (per ora), vedendo i numeri del Barcellona di questo scorcio di stagione. Un gioco fatto di meno tiki taka e più concretezza che ha portato, fino ad ora, otto vittorie e un pareggio nella Liga, 7 punti su 9 disponibili in Champions, 28 gol fatti in campionato, gli stessi del Barça dell'anno scorso ma con la metà dei gol subiti (da 11 a 6). Meno roseo è stato l'avvio di Ancelotti. 22 punti e terzo posto nella Liga con lo “scotto” del derby perso contro l'Atletico Madrid, qualificazione in Champions quasi raggiunta ma un gioco spumeggiante che ancora non si è visto.

Barça-Real, il classico degli “indebitati” - La partita del Camp Nou non è solo la partita tre le squadre più ricche e titolate di Spagna (e del mondo) ma anche tra le più indebitate. Le merengues e i blaugrana sommano 900 milioni di euro di passivo, un quarto di tutte le società della Liga. Un partita, quella dei debiti che sarebbe vinta dal Real Madrid che nonostante le smentite di Florentino Perez al 30 giugno 2013 avrebbe un disavanzo di circa 540 milioni di euro di passivo contro 341 milioni del Barcellona. Briciole, ma non tanto per due club che secondo il rapporto Football Money League di Deloitte hanno fatturato nel 2012 rispettivamente 512,3 e 483 milioni di euro.

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