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29 ottobre 2013

Bentornato Mou. Da Special a Happy One: la gioia condivisa

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Mourinho durante il match di domenica 27 ottobre tra il suo Chelsea e il Man City (Getty)

Dopo la vittoria in pieno recupero del suo Chelsea contro il Man City, Josè sembrava Springsteen: il suo entusiasmo l'ha portato a mescolarsi alla folla dei tifosi in tribuna. E così, dimenticato il Real, è tornato a sentirsi in famiglia. IL VIDEO

Anche José Mourinho si era stancato di recitare il ruolo del cattivo. Abituato a essere idolo agli occhi dei suoi tifosi, e insopportabile per gli avversari, a Madrid, invece, era insopportabile e basta. Per tutti. Adesso, però, è finalmente tornato all'essenza dello stile Mou. Fateci caso: settembre 2012, Real Madrid-Manchester City, gol vittoria nel recupero con esultanza provocatoria e solitaria. Ottobre 2013, Chelsea-Manchester City, gol vittoria nel recupero e abbraccio collettivo, la gioia di una famiglia. Stesso avversario, stessa situazione, un solo anno di distanza. E tutta la differenza del mondo.



Solo Mou poteva importare il crowd surfing nel calcio. Emulare, più o meno, cose che Bruce Springsteen e pochi altri possono permettersi. Si fosse lanciato fra il pubblico a Madrid, chissà come ne sarebbe uscita. La dimostrazione, quindi, che il mondo di José é finalmente cambiato: a suo agio fra chi lo ama, speciale perché happy one, felice. Al Real, per dire, le conferenze stampa erano una guerra, adesso quando entra lui iniziano i cori.

Un idillio che lo ha portato a recuperare Torres, accettare i limiti alle spese imposti da Abramovich e l'idea di avere tanti giovani talenti da crescere. Lui che ha sempre voluto lavorare con superstar già affermate. Welcome back, insomma, bentornato Josè Mourinho. The real one, quello vero.

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