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31 ottobre 2013

Messi e il pallone d'oro: 22 motivi per impedirgli la manita

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Leo Messi ha conquistato per quattro volte di fila il Fifa Ballon d'Or (Getty Images)

LA PROVOCAZIONE . Dopo 4 vittorie consecutive, per la prima volta il 10 del Barça rischia di cedere il trono. A chi? A Ribery o a Cristiano Ronaldo. Possibile? Forse. Abbiamo provato a indicare perché i suoi 22 sfidanti meriterebbero il premio più di lui

di Luciano Cremona

Ora che la lista dei 23, anzi dei 22+1, candidati al Fifa Ballon d'Or è nota, possiamo ipotizzare in che modo Leo Messi non verrà premiato per la quinta volta di fila. Perché nelle ultime quattro edizioni l'argentino ha vinto nonostante in alcune circostanze (su tutte il 2010) non fosse il più meritevole in assoluto. Non tanto per il valore in sé del giocatore, ma per quanto espresso e soprattutto vinto, durante l'anno. Nel 2010, tra Sneijder campione quasi di tutto e gli spagnoli campioni del mondo, ci si aspettava una scelta diversa. Che invece non è arrivata.

Come ci insegnano le votazioni degli ultimi anni, Messi è talmente universale che nei paesi in cui il calcio è meno popolare il voto per la pulce è quasi automatico. Eppure la stagione del Bayern, i gol a ripetizione di Ronaldo o le magie di Ibra mettono in discussione l'assegnazione di default del premio a Messi. E ognuno dei 22 candidati porta con sé almeno un motivo per cui merita il Pallone d'Oro più del numero 10 del Barcellona. Proviamoci.

Gareth Bale (Tottenham-Real Madrid, Galles)
Ventisei gol per uno che al massimo, in carriera, ne aveva segnati 12. Da terzino di corsa a trasferimento più costoso di tutti, anche di Messi.

Edinson Cavani (Napoli-Psg, Uruguay)
A suon di gol per poco non ripeteva il miracolo che a Napoli è riuscito solo a Maradona.

Radamel Falcao (Atletico Madrid-Monaco, Colombia)
Da anni viaggia ad una media di quasi 0,8 gol a partita. Ha portato l'Atletico Madrid in Champions e ora sta lanciando la sfida al Psg per lo scettro della Ligue1.

Eden Hazard (Chelsea, Belgio)
La Coppa Uefa vinta con il Chelsea e la qualificazione al Mondiale con il Belgio: trascinatore, di qualità.

Zlatan Ibrahimović (Psg, Svezia)
Non solo la Ligue1 con il Psg: ma soprattutto i gol più belli degli ultimi 12 mesi. Dalla rovesciata da fuori area ai tacchi volanti, passando per le bordate al volo in Champions.

Andrés Iniesta (Barcellona, Spagna)
Non l'ha vinto nel 2010 quando ha segnato il gol Mondiale, né nel 2012 dopo essere stato il migliore agli Europei. Ma in fondo, cosa ha vinto Messi nel 2013 che Iniesta non ha vinto?

Philipp Lahm (Bayern Monaco, Germania)
Capitano di una squadra che passerà alla storia, il Bayern del Triplete. E ora, con Guardiola, anche il cambio di ruolo.

Robert Lewandowski (Borussia Dortmund, Polonia)
Uomo simbolo di un gruppo compatto che ha fatto una stagione da sogno che nessuno si sarebbe mai aspettato. Per chi vuole premiare le favole senza lieto fine. Un poker al Real Madrid come bonus.

Thomas Müller (
Bayern Monaco, Germania)
I gol più pesanti, realizzati nella maniera più naturale. Ha abbattutto il Barcellona come se segnasse ad una squadra qualsiasi. Inimitabile.

Manuel Neuer (
Bayern Monaco, Germania)
Il portiere meno battuto e più sicuro dell'anno. "Schnapper", paratutto: anche nella finale di Champions.

Neymar (Santos-Barcellona, Brasile)
Ha lasciato la sua casa per andare a giocare accanto al più forte, ma anche al più complicato compagno di reparto. Ha vinto la Confederations Cup brillando. E ha già messo il marchio su un Clasico.

Mesut Özil (Real Madrid-Arsenal, Germania)
L'ultimo trequartista puro, un numero dieci che adora l'assist più del gol. Sta facendo fare il salto di qualità all'Arsenal, roba che non si vedeva dai tempi di Henry.

Andrea Pirlo (Juventus, Italia)
L'unico azzurro della lista. Lo meriterebbe ad honorem, come testimonia l'ovazione del Santiago Bernabeu.

Franck Ribéry (
Bayern Monaco, Francia)
L'uomo più estroso e di maggior caratura del Bayern campione di tutto. Miglior giocatore della Champions anche grazie a quel colpo di tacco che ha spalancato la via della vittoria a Robben.

Arjen Robben (
Bayern Monaco, Olanda)
Il gol più importante della vita, dopo quello fallito nella finale Mondiale. Il riscatto di un campione che tutti consideravano senza personalità.

Cristiano Ronaldo (Real Madrid, Portogallo)
A Madrid hanno un particolare pallottoliere, a specchio: ad ogni presenza registrata, corrisponde un gol. Inarrestabile, anche se non gode delle simpatie dei piani alti.

Bastian Schweinsteiger (
Bayern Monaco, Germania)
Forse meno appariscente dei primi anni, quando giocava più avanzato e segnava di più. Una stagione da insostituibile, il grimaldello sul quale Heynckes ha fondato il suo Bayern dei miracoli.

Luis Suárez (Liverpool, Uruguay)
È nella lista nonostante i casi più controversi, come il morso a Ivanovic. Già questo è un segnale, dato che si dice che Zidane abbia perso un Pallone d'Oro per quella testata in Champions con l'Amburgo.

Thiago Silva (Psg, Brasile)
L'unico difensore puro dell'elenco. Il manifesto del centrale perfetto, il capitano che ha alzato la Confederations Cup con il Brasile.

Yaya Touré (Manchester City, Costa d'Avorio)
Di tutte le stelle del City è quella meno patinata, ma di sicuro la più lucente. Non per altro è sempre nella lista dei dieci migliori: è il centrocampista di maggior impatto in Europa.

Robin Van Persie (Manchester United, Olanda)
Ha regalato l'ultima Premier League a Sir Alex con una stagione da 30 gol: si è caricato sulle spalle lo United alla sua prima stagione, comprendo anche le ombre di Rooney.

Xavi (Barcellona, Spagna)

Stesso discorso valido per Pirlo e Iniesta. Ha vinto la Liga, dirigendo da maestro, come sempre gli capita da anni.

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