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09 dicembre 2013

Caos Brasilerao, tra incidenti e retrocessioni eccellenti

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Una stagione difficile e senza precedenti nel Brasilerao, il massimo campionato nel Paese del prossimo Mondiale di calcio (Foto Getty)

EMILIANO GUANELLA racconta l'epilogo del campionato nel Paese dei prossimi Mondiali . Stagione difficile per il futebol: dal trionfo del Cruzeiro al flop delle squadre di San Paolo, dalle proteste dei giocatori del "Bom Senso" ai tafferugli di Curitiba

di Emiliano Guanella
da Rio de Janeiro

Il calcio carioca decapitato, con due dei quattro grandi club della città che finiscono in Serie B, scene da battaglia campale in uno stadio senza nemmeno un poliziotto, perché la sicurezza dentro la struttura era affidata agli steward privati contrattati dalla squadra padrone di casa. Una domenica nera per il futebol brasiliano, l'ultimo capitolo di un campionato caratterizzato sul campo dal dominio assoluto del Cruzeiro di Belo Horizonte, laureatosi campione con quattro giornate di anticipo, dal flop quasi totale delle grandi squadre di San Paolo e di Rio e dalla protesta dei giocatori riuniti nel movimento del "Bom Senso", il buon senso che manca e molto nel paese che ospiterà fra sei mesi i Mondiali. La trentottesima giornata del Brasilerao era segnata da una serie di combinazioni possibili che interessavano le squadre che lottavano per l'accesso alla Coppa Libertadores e quelle che brigavano per non retrocedere. Il Vasco da Gama ha giocato male per tutto il campionato ed era arrivato all'ultimo atto con l'acqua alla gola.

Il Fluminense campione in carica ha perso molti punti soprattutto nel girone di ritorno ed ha sofferto l’assenza dei tre nazionali convocati dalla selecao di Felipe Scolari (in Brasile il campionato non si ferma quando ci sono le date FIFA) e poi dall’infortunio del suo giocatore più prezioso, l’attaccante Fred arrivato con le pile scariche dopo il successo a fianco di Neymar nella Confederations Cup. A nulla è servita la vittoria del Tricolor a casa del Bhaia a Salvador, visto che un avversario diretto, il Coritiba riusciva a strappare la salvezza vincendo contro il San Paolo. Il Vasco, invece, se la vedeva con l'Atletico Paranaense in quel di Joinville, nello stato di Paranà. Il Furacao, come viene chiamato, è stata la vera rivelazione del 2013, arrivando in finale nella Coppa del Brasile persa con il Flamengo e lottando sempre per un posto nella Libertadores.

A metà del primo tempo la partita è stata sospesa a causa dei violenti scontri fra tifoserie rivali sugli spalti. Più di dieci minuti di rissa con gli ultras che cadevano sulle gradinate. Dentro lo stadio non c'era nemmeno un poliziotto perché per contratto la sicurezza interna era affidata ad una ditta privata affidata allo stesso Atletico Paranense. Gli steward però non si sono accorti che non c'era nessun tipo di separazione fra le due tifoserie, al primo battibecco è scattata la rissa. La magistratura e la giustizia sportiva hanno aperto un'inchiesta, le due squadre sono recidive già che i loro ultras avevano già causato problemi durante il campionato. La partita è ripresa dopo mezz'ora, il Furacao ha stravinto per 5 a 1, assicurandosi così un posto diretto per la Libertadores, mentre il Vasco è finito, ancora una volta, in serie B. Il Botafogo di Seedorf, nel frattempo, ha vinto e strappato il quarto posto utile per la Champions continentale, ma dovrà aspettare il risultato della finale di ritorno della Coppa Sudamericana fra gli argentini del Lanus e la squadra paulista del Ponte Preta; se quest'ultimi vinceranno la competizione avranno diritto ad un posto nella Libertadores 2014, rubando di fatto il posto al quarto classificato del campionato. Seedorf è andato a segno ieri ed ha lasciato il campo tra gli appalusi della torcida del Botafogo.

Identico destino per Ronaldinho, tornato in campo con il suo Atletico Mineiro dopo tre mesi di stop per un infortunio; ha segnato una doppietta e si prepara al mondiale per Club da giocare in Marocco la prossima settimana, pensando già alla finale, sulla carta molto difficile per i brasiliani, con la potenza Bayern Monaco. Se a Rio de Janeiro ride solo il Falmengo e forse, Ponte Preta permettendo, il Botafogo, a San Paolo il 2013 verrà ricordati come un anno nefasto. San Paolo, Corinthians e Santos non centrano nessun obbiettivo stagionale, festeggiano solo quelli del Palmeiras, che tornano dopo un anno di purgatorio in serie A.

Il 2014 sarà un altro anno complicato per il calcio brasiliano, con il Mondiale in casa il calendario delle partite fra campionati statali, coppe internazionali e Brasilerao sarà ancora più fitto, con buona pace dei calciatori che hanno protestato fino ad adesso senza ottenere, di fatto nessun risultato concreto. Mentre il paese si prepara per la Copa, gli scontri di Joinville mettono in guardia sulla sicurezza dentro e fuori dagli stadi, un argomento su cui la FIFA e gli organizzatori locali dovranno lavorare molto, assieme ai mille problemi logistici, nei prossimi mesi; nessuno vuole che l’idiozia di pochi possa rovinare la festa di milioni di appassionati.

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