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17 dicembre 2013

Dallo Swansea al Ludogorets: le rivali delle italiane. VIDEO

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Wilfried Bony, Roman Bezjak, Olcan Adin e Mick Van Buren affronteranno i club italiani in Europa (Foto Getty)

L'urna di Nyon ha decretato le avversarie di Napoli, Juventus, Lazio e Fiorentina nei sedicesimi di Europa League: di fronte Swansea, Trabzonspor, Ludogorets ed Esbjerg. Verso la finale di Torino, scopriamo le sfidanti delle italiane

di Luca Cassia

Galles e Turchia, Bulgaria e Danimarca: quattro differenti Paesi rappresentati dai relativi club incroceranno le italiane in Europa League. Nei sedicesimi di finale l’urna di Nyon ha accoppiato Napoli, Juventus, Lazio e Fiorentina rispettivamente con Swansea, Trabzonspor, Ludogorets ed Esbjerg. Prematuro focalizzarsi sul turno successivo, nel quale le squadre di Conte e Montella si troverebbero di fronte negli ottavi. Oppure sottovalutare le potenzialità di collettivi lontani dai radar mediatici. Conosciamoli meglio, quindi, in attesa degli incontri in programma il 20 ed il 27 febbraio.

Swansea, gallese dall’impronta spagnola
– Sarà una sfida dal sapore iberico contro il Napoli di Rafa Benitez: basti pensare che, nella migliore delle ipotesi, in campo troverebbero posto contemporaneamente 11 spagnoli. La vocazione mediterranea ebbe inizio con Roberto Martinez, attuale tecnico dell’Everton, che nel biennio da manager in Galles importò l’identikit nativo costituito da possesso palla, sovrapposizioni ed assenza di riferimenti tattici. Un progetto coltivato dai successori Paulo Sousa, Brendan Rodgers e Michael Laudrup, tant’è che il Liberty Stadium parla spagnolo con Rangel e l’ex genoano Chico in difesa, mentre in attacco il discorso è riservato ai velenosi Michu, Pozuelo ed Hernandez. Schierato con una difesa a 4 ed altrettanti interpreti liberi di offendere, in Premier League lo Swansea occupa il 10° posto in parallelo ad un raggruppamento archiviato alle spalle del Valencia. Manca un bomber di riferimento, sebbene l’ivoriano Wilfried Bony avesse inanellato 37 reti nell’ultima stagione in Olanda al Vitesse. Il carisma dell’ex Liverpool Jonjo Shelvey, le geometrie di De Guzman, la rapidità di Nathan Dyer ed il talento del 20enne Ben Davies sono le risorse gallesi che attendono il Napoli.

Juventus, il destino è ancora turco – Europa e Turchia, un binomio davvero attuale sulla strada internazionale dei bianconeri. Dopo la disfatta di Istanbul, la Juventus ha pescato il Trabzonspor: un migliaio di chilometri separano la capitale da Trebisonda, affacciata sul Mar Nero. Colore che si addice all’umore di Antonio Conte dopo il match contro il Galatasaray, ma la sorte pretende che si allontanino spauracchi turchi. Settima in campionato con un ritardo di 15 punti dal Fenerbahce, il Trabzonspor ha attraversato una brillante parentesi in Europa League: inserita nel gruppo J, insieme alla Lazio, la squadra di Mustafa Resit Akcay ha chiuso imbattuta in testa celebrando un attacco da 13 reti. Vulnerabili nelle retrovie ma nocivi dalla cintola in su, i turchi rispondono ad un 4-2-3-1 puntellato dal brasiliano Paulo Henrique. L’esperienza internazionale è garantita da Bosingwa e Malouda, ex Chelsea, nonché dal mediano Zokora. Preoccupano le accelerazioni di Mierzejewski ed Erdogan, tuttavia sono due gli uomini chiave: il portiere, capitano e leader Onur Kivrak accanto all’esterno offensivo Olcan Adin, rivelazione della fase a gironi nonostante i 28 anni già compiuti, lodevole mancino che può risvegliare recenti fantasmi.



La sorpresa Ludogorets per la Lazio – Due stagioni fa i bulgari festeggiavano il primo approdo nella massima serie nazionale: fondato nel 1945, il Ludogorets ha conquistato traguardi solo nell’ultimo biennio con due titoli ed altrettante Coppe statali. Raccolta l’eredità di Petev, l’allenatore Stoycho Stoev non ha frenato l’ascesa del club di Razgrad: in campionato è ancora vetta in partnership con il Litex Lovec, ma è in Europa che l’avventura ha meravigliato per carattere e consistenza. Imbattute nella fase a gironi, le Aquile verdi hanno totalizzato 16 punti e incassato solo 2 reti, innalzandosi come la prima compagine bulgara salpata alla fase ad eliminazione diretta. Di fronte la Lazio di Petkovic, attesa da un collettivo affamato e cosmopolita: l’assetto è un 4-2-3-1 nel quale i terzini brasiliani Choco e Junior Caiçara masticano le corsie, affidabile il portiere Stoyanov, prezioso per equilibrio il capitano Dyakov. Sulla trequarti le insidie nascono da Juninho Quixadà e Marcelinho, senza dimenticare l’ala olandese Vura. La finalizzazione spetta a Roman Bezjak, centravanti sloveno e prolifico marcatore. Nella rosa non passa inosservato Michel Platini, ma ogni riferimento a Le Roi è puramente casuale.



Esbjerg, tra Europa e zona retrocessione – Il sorteggio ha riservato l’antagonista meno temibile alla Fiorentina, sebbene pure i danesi possano creare grattacapi. Per informazioni chiedere ai francesi del Saint-Etienne, estromessi nel preliminare di Europa League proprio dall’Esbjerg artefice di una discreta prima fase. L’accesso ai sedicesimi ha trovato conforto nel gruppo C, vinto dal Salisburgo che si è aggiudicato entrambi i confronti diretti. Il percorso della squadra scandinava, da quest’anno allenata da Niels Frederiksen, ebbe inizio la scorsa stagione con la conquista della Coppa di Danimarca, trampolino verso la ribalta europea che trova un contrappasso in patria: l’attuale penultimo posto in campionato, fermo sino a febbraio, desta perplessità sulla tenuta dei danesi. Fatali le cessioni di Braithwaite, Smarason e Toutouh, che non hanno però intaccato la fisionomia generale tra fisicità ed equilibrio. Nel 4-4-2 spiccano il capitano Andreasen, riferimento in mediana insieme al puntero olandese Mick Van Buren, 21 anni e 10 gol in stagione. Ai vari Rasmussen, Lyng e Bakenga spettano le incursioni offensive, ma il punto di forza è la corsia destra presidiata dai gemelli Peter e Jakob Ankersen, entrambi in orbita Nazionale.

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