21 settembre 2014

Gattuso furioso: conferenza con insulti in tre lingue

print-icon

IL VIDEO . Come, in passato, il Trap e Malesani: stanco delle critiche, l'ex milanista che ora allena l'Ofi Creta si scaglia contro i giornalisti, esprimendo la sua rabbia in un mix di italiano, inglese e greco. "Voi scrivete shit , malakia , cazzate..."

Un autentico show in tre lingue. Come quelli visti in passato con protagonisti Giovanni Trapattoni e Alberto Malesani: Gennaro Gattuso, da pochi mesi allenatore dell'Ofi Creta, è andato su tutte le furie nella conferenza stampa successiva alla vittoria per 1-0 sull'Atromitos, arrivata dopo due sconfitte di fila. L'ex centrocampista del Milan e della Nazionale, nel mirino della stampa ellenica, ne ha approfittato per scagliarsi contro i giornalisti, esprimendo la sua rabbia in un mix di italiano, inglese e greco.

"Il primo giorno che il presidente è venuto a casa mia, mi ha detto delle difficoltà del club e so tutto del club - attacca Gattuso -. Io voglio lavorare perché il calcio è la mia passione. Ma il direttore di un giornale prestigioso non può permettere che vengano scritte inesattezze e falsità. Questa squadra è la mia squadra. Io sono il condottiero della barca e non l'abbandono, perché è troppo facile a 37 anni prendere e andare via. A volte vinci, a volte perdi, ma quello che scrivono i giornali sono tutte cazzate, shit, malakia...".



In uno sfogo lungo circa un quarto d'ora, Gattuso dice che "ai miei giocatori ho detto che sarei andato via se non mi volevano, ma l'ho fatto per stuzzicare i miei giocatori. L'Ofi non è il Real Madrid, non è il Barcellona, è l'Ofi con le sue difficoltà. Io want my players play with balls and heart. Io lavoro 12 ore al giorno, ma voglio restare qui, sarebbe facile per me andarmene".

Lo show di Gattuso non risparmia neanche alcuni suoi giocatori, messi fuori rosa perché "non hanno rispettato le regole. Mi dispiace, ma le regole valgono per tutti, che siano italiani, cretesi, greci o africani. Non ho la laurea per fare l'insegnante ma ho il patentino di allenatore, e fino a quando ci sarò io le decisioni spettano soltanto a me".