06 giugno 2016

EuroStorie: 1984, la "papera" di Arconada

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Disperazione e mani nei capelli: la palla è appena passata sotto la pancia di Arconada (Foto Getty)

AMARCORD. Un colossale errore del portiere spagnolo, che non trattiene un'innocua punizione di Platini, regala il titolo europeo alla Francia. Nel 2008 lo aiuterà il terzo portiere Palop a prendersi una piccola rivincita su Le Roi

La storia degli Europei raccontata attraverso particolari gesti tecnici, entrati nella memoria collettiva. Una parata, un colpo di tacco, un gol. Singole immagini che bastano a creare un collegamento immediato con un’edizione intera. Pronti per questo tuffo nel passato?

 

di Vanni Spinella

 

Fa parte della natura ironica del calcio il fatto che un artista della punizione come Michel Platini, capace di segnarne a decine e di meravigliose in carriera, abbia legato il suo maggior successo con la nazionale alla più brutta che abbia mai calciato. Scordatevi morbide parabole sopra alla barriera o ragnatele spolverate via dall’incrocio: qui parliamo di un calcio di punizione basso, brutto e cattivo.

 

Papera o gol? - Come abbia fatto tale refuso calcistico a infilarsi ugualmente in porta, regalando alla Francia il titolo di campione d’Europa nel 1984, va chiesto a colui che di quella porta avrebbe dovuto assicurare l’inviolabilità, e che invece si rivelò l’alleato perfetto facendosi passare l’innocuo pallone sotto alla pancia: Luis Arconada. Un errore tanto colossale che in Spagna, ancora oggi, non si parla di “papera”: viene ricordato direttamente come il “gol” di Arconada.

 

Era un eroe - Fermi tutti: facciamo un passo indietro perché la descrizione fatta finora non rende merito alla grandezza del personaggio in questione. Sì, perché Luis Miguel Arconada Echarri è in realtà un signor portiere: titolare della nazionale spagnola ad un Mondiale e due Europei, addirittura un eroe per i tifosi della Real Sociedad, ai quali regalò, negli anni d’oro del club basco, due campionati, una Coppa nazionale e una Supercoppa di Spagna. Oltre a prendersi, a livello individuale, il Trofeo Zamora riservato al portiere meno battuto della Liga per 3 stagioni di fila: 1980, 1981, 1982. Insomma, quello che si vide scappare quel pallone dalle mani in finale non era proprio l’ultimo arrivato.

 

Bel regalo - Il 27 giugno 1984 è il giorno della finale tra Spagna e Francia. Il giorno prima Arconada ha festeggiato i 30 anni, ma il regalo lo riceve Platini. Al 57’ l’arbitro Christov gli concede una punizione dal limite fin troppo invitante per uno con il suo piede. Arconada piazza la barriera e si mette sull’altro palo, invitando di fatto Le Roi a esibirsi in uno dei suoi miracoli balistici. Platini, però, spiazza tutti: calcia basso, aggirando la barriera e indirizzando la palla proprio nell’angolo in cui è appostato il portiere. Arconada si abbassa, si accartoccia sul pallone, lo perde. L’immagine della sua mano tesa nel tentativo di riportare a sé quella sfera che ormai ha varcato la linea bianca è qualcosa di struggente.


La rivincita di Palop - Addio Europeo: la Spagna dovrà attendere 24 anni per vincerlo. In quell’occasione, Andres Palop, terzo portiere della squadra, decise di rendere giustizia al mito di Arconada, passato alla storia per una papera, andando a ritirare la medaglia di campione con la sua maglia verde “vintage” addosso. Salì sul palco, guardò negli occhi il presidente della Uefa e chinò la testa. Platini sorrise e gli mise la medaglia al collo. Fu come se Arconada si fosse ripreso un pezzetto del trofeo che gli spettava.

 

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