31 ottobre 2017

Kakà: "Meravigliosa la Champions con il Milan, il 2007 è stato l'anno migliore della mia carriera"

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Kakà dopo la vittoria della Champions, foto Getty

Kakà dopo la vittoria della Champions, foto Getty

Sfogliando l'album dei ricordi, Ricardo Kakà ha inserito le finali di Champions League giocate tra Milan e Liverpool nella lista delle cinque gare più importanti della sua carriera

Un futuro nebuloso e un passato tutto da ricordare, caratterizzato da successi e delusioni difficili da dimenticare. Ricardo Kakà non è un tipo che nasconde le proprie emozioni, prova ne è la commozione esternata al momento dell’addio alla Major League Soccer e agli Orlando City. In questo momento il calciatore brasiliano si gode le meritate vacanze, facendo però un salto nel passato nel corso di un’intervista rilascia ad AS. Interrogato sulle cinque partite più importanti della sua carriera, l’ex Milan non ha avuto dubbi nell’inserire nella lista le due finali di Champions League giocate in maglia rossonera contro il Liverpool. "Il  giorno della sconfitta col Liverpool ho capito una cosa: nel calcio non si può mai dare una partita per vinta. Non riesco a capire come abbiano fatto a pareggiare in 6 minuti. Questa è una delle partite che mi ha segnato di più. Due anni dopo però ci fu la rivincita. Ci arrivammo con grandissime motivazioni. Ci portammo sul 2-0 ma quando Kuyt segnò all'89° sentimmo la tensione sugli spalti. Potevamo cadere, ma non è accaduto. E' stato meraviglioso. Il 2007 è stato l'anno migliore della mia carriera".

La vittoria del Mondiale del club

Kakà poi elenca le altre tre partite più importanti della sua carriera, partendo dalla finale del Mondiale per Club vinta contro il Boca: "Anche se a posteriori può essere sembrata facile, una finale di un Mondiale per club non lo è mai. Fui   benedetto da un gol al 61' che ho celebrato con una maglietta con su scritto: 'Io appartengo a Dio'. Festeggiammo come bambini ed io venni anche nominato 'uomo partita’". Difficile per Kakà dimenticare poi due sfide ‘mondiali’ con il suo Brasile, la vittoria in finale contro la Germania e la sconfitta on la Francia nel 2006. "Contro i tedeschi non ero titolare ma ero comunque orgoglioso di far parte di quella squadra in finale. Ero molto nervoso, la Germania era molto forte. Al momento del fischio finale mi trovavo al fianco dell'arbitro, è stato uno dei momenti migliori della mia carriera: diventare campione del mondo a 20 anni   col Brasile. Il ko con la Francia? Quel Brasile era incredibile: Cafú, Lucio, Roberto Carlos, Ronaldo, eravamo davvero una squadra molto forte. Peccato, però quel giorno il migliore in campo fu Zidane".

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