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10 ottobre 2018

Cruijff, Panenka e Hulk: 11 metri di fantasia. I rigori più assurdi della storia del calcio

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Capriole, assist, colpi di tacco e di rabona, fino a quando Totti disse sottovoce a Di Biagio: “Mo je faccio er cucchiaio”. Rigori storici entrati nel mito, tra autentici capolavori e qualche gaffe

PAZZESCO IN RUSSIA, RIGORE CON CAPRIOLA!

Nino non doveva aver paura di sbagliarlo… il calcio di rigore. Altri, senza pensare a quella strofa scritta e cantata da Francesco De Gregori, hanno avuto il coraggio, la tecnica, la genialità o la fortuna di non limitarsi al semplice gol. Rete, sì, ma con quel tocco di fantasia che li ha resi immortali. Loro, fenomeni del calcio come Johan Cruijff o Leo Messi e perfetti sconosciuti che rispondono al nome di Theyab Awana Diab o Ashad Ali Adubarey. Chi? Dite bene, nessuno se li ricorderà, ma grazie a YouTube e ai social network i loro nomi sono nelle compilation con i mostri sacri del gioco. Undici in totale, come i metri che sperano il dischetto dalla linea di porta: i rigori più assurdi della storia dove l’ultimo a farne parte è quel Norik Avdalyan - esterno della seconda squadra del Rubin Kazan - che ha recentemente messo a segno un clamoroso calcio di rigore “backflip”: tiro, capriola e applausi da tutto il mondo. Ma in questa speciale classifica si trova decisamente in ottima compagnia.

Profeta del rigore

Come lui pochi altri nella storia del calcio. Fenomeno a 360 gradi che ha rivoluzionato il gioco e la sua applicazione. È il 5 dicembre del 1982 quando Johan Cruijff regala l’ennesimo capolavoro di genialità sul prato verde inventando il rigore-assist. La partita un Ajax-Helmond Sport finita 5-0, il “14” prende la rincorsa e sposta il pallone lateralmente alla sua sinistra per l’arrivo in area di Jesper Olsen: tocco di ritorno e palla in rete a porta vuota. Tutto buono, e nel regolamento: Leo Messi e Suarez ripeteranno l’esperimento in un 6-1 sul Celta Vigo nel 2016. Assist dell’argentino e gol del pistolero. Copia carbone ben riuscita. Sì, a loro due…

La gaffe di Pires e Henry

La stessa situazione si verificò anche nel 2005, nell’Arsenal degli invincibili dove Henry e Pires diedero però vita a una comica colossale vanificando il potenziale gol del 2-0. Highbury, decima giornata: i Gunners ospitano il City e passano in vantaggio proprio grazie a un rigore trasformato da Robert Pires. L’occasione per raddoppiare è ancora dagli undici metri, dove i due francesi decidono però di combinarla grossa: tocco alla Cruijff e palla in rete? Affatto, Pires svirgola a mala pena la sfera che Henry non può più calciare. La difesa interviene e l’arbitro assegna una punizione al City. Anni dopo Pires dirà: “Fu un’idea di Henry, e fu geniale, ma l’errore clamoroso fu solo mio”.

Con che piede calcio?

Bella domanda, che forse deve essersi posto anche Ezequiel Calvente, nel luglio del 2010 rigorista in uno Spagna-Italia under 19. Tra i pali c’è Simone Colombi, attuale portiere del Carpi in B, ipnotizzato dalla rincorsa da destro dello spagnolo, poi diventata all’ultimo istante un imprendibile esterno sinistro.

Le ragnatele di Schaars

La partita un’amichevole tra Olanda e Uruguay dell’8 giugno 2011. Pareggio 1-1 nei tempi regolamentari e poi i rigori, sempre esercizio utile per quando poi saranno da calciare in incontri ufficiali. L’olandese Stijn Schaars, oggi centrocampista dell’Heerenveen e uomo da 16 presenze in nazionale oranje, si presenta dal dischetto e trafigge Muslera con un mancino sotto l’incrocio che “toglie le ragnatele” dai pali. E rimane addirittura incastrato tra rete e palo di sostegno.

L’invenzione di Djalminha

Di lui ci si ricorda la famosa bicicletta contro il Real Madrid, al tempo nel Deportivo La Coruña con cui nel 2000 vinse addirittura la Liga. Pseudonimo di Djalma Feitosa Dias, ha regalato al mondo del pallone autentici capolavori di tecnica individuale, come quando post ritiro in un match di futsal nella storica rivalità Fla-Flu: Flamengo contro Fluminense, segnò per i rossoneri un rigore in rabona.

Tacco 11

Theyab Awana Diab inaugura la lista degli sconosciuti famosi per un calcio di rigore grazie a una sua magia nella partita amichevole tra Emirati Arabi e Libano giocata nel 2011. Dal dischetto segna il 6-2 girandosi di spalle e calciando col tacco del destro il pallone a fil di palo. Portiere immobile, forse più stupito e amareggiato che realmente incapace di parare il suo tiro.

Il rigore da premio Oscar

Altra perla quella di Ashad Ali Adubarey, in un Afghanistan-Maldive entrato nella storia per una pregevole prova di recitazione, che l’Academy Award di Hollywood avrebbe potuto certamente premiare. Rincorsa e goffissima caduta prima del tiro. Molti ridono e tutti si fermano, compreso il portiere avversario, preso così di sorpresa quando Ashad si rialza come un gatto e lo spiazza senza quasi nemmeno dagli il tempo di abbozzare la parata.

La beffa di Khalid

Da eroe a zimbello, tutto in pochi secondi. Successe a Khalid El Askri, portiere della formazione marocchina FAR de Rabat, per un rigore parato solo a metà. Il rigorista calcia e lui respinge in tuffo: si rialza, bacia la maglia e dedica la parata ai tifosi voltando le spalle alla porta: non fosse che la sfera prende un giro strano e lentamente rotola in rete, beffarda. In quel match dei quarti di finale della Coppa del Marocco la sua squadra perse 7-6.

La “ciabattata” di Hulk

Premio Oscar per Ali Adubarey? Datene uno anche al brasiliano Hulk, che al tempo dello Zenit si inventò un rigore geniale per farsi beffe del suo portiere in allenamento. Scarpino classico sul piede destro, ciabatta sul sinistro. Lui calcia a vuoto mancando volontariamente l’impatto col pallone e fa partire la pantofola, dunque mette comodamente in rete dopo il tuffo a vuoto del compagno. Urla e delirio: tutti lo sommergono nell’euforia generale.

Mo je faccio er cucchiaio

E chi se lo scorda quel rigore? Il retroscena lo rivelerà Gigi Di Biagio: “Mo je faccio er cucchiaio” - dice al compagno. Che riferisce alla squadra mentre Totti sta andando a batter Van der Sar nella semifinale dell’Europeo del 2000 contro l’Olanda. “Ma che è scemo?” - chiede Maldini. “Con una cosa così o sei matto o sei bravo - disse invece lui - e io sinceramente matto non lo sono”. Dunque, che domande? Cucchiaio e gol.

Ma il primo fu…

Panenka, sempre in un Europeo, nel lontano 1976 e addirittura col rigore che consegnò il titolo alla sua Cecoslovacchia in finale contro la Germania Ovest dopo l’errore di Uli Hoeness. Uno di quei momenti che mettono una bandierina sulla linea del tempo. Da quel giorno si creò un prima e un dopo sulla storia dei calci di rigore. Portiere da un lato e pallone scavato che lo beffa ed entra lentamente in gol. Da quel momento “il rigore alla Panenka”.

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