02 marzo 2017

Barça, Sampaoli in pole. Ma le panchine logorano

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Jorge Sampaoli - Siviglia

Jorge Sampaoli, allenatore del Siviglia in pole per il dopo Luis Enrique (Foto Getty)

L'allenatore del Siviglia è il favorito per il dopo Luis Enrique, ma ci sono anche altri nomi. Infine lo studio: nelle ultime tre stagioni soltanto Monaco, Juventus, Barcellona e Atletico Madrid hanno mantenuto la stessa guida. Le altre, dal Man Utd al Milan, hanno sempre cambiato...

Poche parole, una sentenza: "Il prossimo anno non allenerò il Barcellona". Direttissimo. Attraverso una conferenza stampa, Luis Enrique ha detto "adios" alla panchina dei blaugrana dando anche la motivazione: "E’ una decisione molto difficile a cui pensato molto, però credo di dover essere fedele e corretto con quello che penso. Il motivo sta nel modo in cui vivo questa professione con una ricerca del miglioramento e con sempre poco riposo". Questione di priorità quindi, Luis Enrique"se va". E parte immediatamente la caccia al sostituto.

Sampaoli in pole, ma non solo - Il primo nome è quello di Jorge Sampaoli, allenatore del Siviglia protagonista di una grande stagione. In breve: terzo posto, 52 punti, ottavi di finale di Champions vinti col Leicester e una rosa di qualità. Jovetic, Nasri, Vietto, Ganso, Ben Yedder e tanti altri. A Messi piace (requisito non da poco), mentre la sua filosofia è simile a quella dei blaugrana. Il vice di Sampaoli infine, Juan Manuel Lillo, è uno degli eredi dello stile di Cruyff (e Guardiola l'ha sempre stimato). L'unico problema è legato alla sua inesperienza in un grande club come il Barcellona. Altri nomi? Antonio Conte (ma il Chelsea vuole blindarlo), Mauricio Pochettino (Tottenham), Ernesto Valverde (Athletic Club) ed Eusebio della Real Sociedad, outsider apprezzato per il suo gioco e il suo passato da ex allenatore del Barcellona B. Insomma, chi dopo Luis Enrique? E' caccia aperta, Sampaoli favorito numero uno. 

La panchina delle big "scricchiola" - Pensiero comune: "tanti trofei" uguale "permanenza in panchina". Non è così. Almeno non lo è sempre (nemmeno nelle grandi squadre d'Europa). Prendete Luis Enrique, l'ex Roma ha scelto di lasciare la guida del Barcellona dopo aver vinto 8 titoli in 4 anni (senza considerare cosa può accadere da qui a giugno...). Quindi il sistema non funziona. E spesso la panchina delle "big" non solida come si pensa. Prendiamo alcune delle squadre più importanti d'Europa, dal Milan al Man Utd. Vediamo quanto hanno cambiato. Ah, fuori concorso l'Arsenal di Wenger, ai Gunners da più di 20 anni con una storia tutta sua.

I dati - Nelle ultime tre stagioni in tanti hanno cambiato guida. Partiamo dall'Italia, soltanto la Juve ha mantenuto Allegri, mentre Milan, Inter, Roma e Napoli hanno sempre cambiato. Vedi Benitez per Sarri, Garcia per Spalletti o il festival degli allenatori rossoneri: Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi e Montella. Il tutto in 3 anni. Soltanto Monaco (Jardim), Barcellona (Luis Enrique), Atletico (Simeone) e Juve (Allegri) hanno proseguito con lo stesso allenatore nelle ultime tre stagioni. Le altre invece no, dal Man City (prima Pellegrini, poi Guardiola) al Real Madrid (Ancelotti, Benitez, Zidane). Senza dimenticare il Chelsea (Mourinho, Hiddink, Conte). Ma anche Borussia Dortmund (Klopp, Tuchel) e Psg (prima Blanc, ora Emery). Infine il Liverpool (Rodgers, Klopp). Storie di alternanze. Perché vincere tanto non vuol dire solidità. 

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