23 novembre 2017

Accadde oggi, 15 anni fa la vergogna al Camp Nou: una testa di maiale contro Luis Figo

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Il 23 novembre del 2002 succedeva qualcosa di mai visto nel mondo del calcio: non era la prima volta che il portoghese tornava al Camp Nou con la maglia del Real Madrid, ma quella sera i tifosi del Barcellona diedero il peggio di sé lanciando (tra le varie cose) una testa di maiale al fuoriclasse

Per far capire qual è il sentimento che tifosi del Barcellona provano nei confronti di Luis Figo, basta ricordare le parole di José Mourinho che, quando era sulla panchina dell’Inter, volle con sé l’ex pallone d’oro – e all’epoca dirigente nerazzurro – in panchina al Camp Nou. Quando un giornalista gli chiese il motivo di questa scelta, lo Special One rispose sorridendo: "Ci saranno 100 mila persone che grideranno ‘portoghese figlio di… ', se porto Figo con me in panchina 50 mila insulteranno il sottoscritto, gli altri lui". Eppure quel match fra Barça e Inter non è neppure lontanamente paragonabile a ciò che riservarono i tifosi blaugrana quando il 23 novembre del 2002 si giocò il Clásico contro il Real Madrid.

Il "traditore" al Camp Nou

Erano passate già tre stagioni dal primo ritorno di Figo dopo il clamoroso cambio di maglia. Il 20 ottobre del 2000 era stato ricevuto dalla bordata di fischi più rumorosa della storia (è stato calcolato che i decibel quella sera superarono quelli di un Boeing in fase di decollo). "Mercenario traditore", “Giuda in confronto a te era un vero tifoso", "Tanto ti abbiamo amato, ancora di più di odieremo", "Te ne ei andato da re e torni come uno schiavo" sono soltanto quattro dei diversi striscioni (la maggior parte dei quali non trascrivibili) che furono "dedicati" a Luis Figo. Nel 2002-03 evidentemente la rabbia non era ancora stata smaltita, era soltanto la seconda visita del portoghese al suo vecchio stadio e in tanti evidentemente non avevano ancora finito gli insulti o gli oggetti del 20 ottobre di due anni prima.

La vergogna a Barcellona

Fischi ma non solo. I tifosi che sventolarono il classico pañuelo blanco (fazzoletto bianco) in segno di disappunto si dimostrarono i più civili, ma 24’ del secondo tempo, dopo un cross di Raul Bravo deviato in corner dall’ex difensore del Milan Michael Reiziger, successe un pandemonio. Dalla bandierina va Luis Figo a cui arriva di tutto: bottiglie, accendini, monetine. Il portoghese esita ma poi calcia e quasi segna direttamente da calcio d’angolo se non fosse che il portiere del Barça, Bonano, gli nega la rete mandando nuovamente in corner, stavolta dalla parte opposta. Il tragitto di Figo da una bandierina all’altra è un tripudio d’odio: gli viene lanciata persino una bottiglia di whiskey ma ciò che è rimasto nella storia è la testa di maiale che in quel frangente arrivò a pochi passi dal campione portoghese sul prato del Camp Nou. Il numero 10 dei blancos non si accorse della "cabeza de cochinillo" ma non riuscì comunque a battere il corner e a nulla servì la disperazione di Carles Puyol che chiedeva calma ai suoi tifosi. L’arbitro sospese la partita per 15 minuti e soltanto dopo il rientro dagli spogliatoi il portoghese fu in grado di calciare dalla bandierina. La partita finì 0-0 con poche occasioni da gol ma nessuno ha mai dimenticato quel match. Certamente un portoghese lo ricorderà meglio di altri. 

Il trasferimento del secolo

Con 249 partite, 45 gol, due campionati spagnoli, due Coppe del Re, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e una Supercoppa di Spagna in cinque anni, Luis Figo era indubbiamente l’idolo assoluto del tifo catalano. Nell’estate del 2000, però, si rende protagonista di quello che allora fu il trasferimento più clamoroso della storia: Florentino Pérez promette un colpo sensazionale ai tifosi del Real Madrid, Figo è in piena trattativa per il rinnovo con il Barcellona ma il suo agente trova l’accordo con i blancos che pagano la clausola rescissoria dell’asso portoghese. Furono 140 i miliardi che le merengues versarono nelle casse dei catalani per strappare loro il gioiello più prezioso della rosa. Ad aggravare ancora di più la situazione, un’intervista di Figo in cui prometteva che sarebbe rimasto fedele al Barcellona proprio qualche giorno prima della firma con il Real. "L’unico mio errore fu quello di dire che non me ne sarei andato", affermerà il portoghese dopo qualche tempo. Da quel giorno sono passati più di 15 anni ma proprio questa estate un altro fuoriclasse del Barcellona è diventato lo "scippo" più caro di sempre. Non è portoghese ma brasiliano e si chiama Neymar, passato al Paris Saint Germain per la cifra record di 222 milioni di euro. Come verrà ricevuto se dovesse tornare al Camp Nou? Difficilmente arriveranno applausi ma altrettanto difficilmente si ripeterà – almeno si spera – ciò che avvenne quel 23 novembre del 2002.

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