Caricamento in corso...
05 febbraio 2017

Chelsea, Conte: "Voglio vincere, non molliamo"

print-icon

Ospite di Paolo Di Canio, Antonio Conte ha raccontato il momento del suo Chelsea: "Non parliamo di scudetto: la mia esperienza da giocatore mi insegna che in un secondo si può perdere tutto". Sulla sfuriata (diventata virale) con Alessio: "Quando i giocatori non fanno quello che dico potrei ammazzare chiunque..."

Antonio Conte si rilassa così, in una classica (ma non troppo) domenica che vede il suo Chelsea primissimo in classifica, a +9 dal Tottenham: “Ho appena finito di seguire le partite di Premier League, sia quella del City sia quella dello United. Resto sul pezzo, è chiaro”. Niente svaghi, piena concentrazione. Fuori come dentro il campo. Prendete per esempio lo sfogo con Angelo Alessio durante la gara contro l’Arsenal, diventato virale sul web: “Quando vedo che una cosa non funziona sarei capace di ammazzare chiunque (ride). Kantè doveva scalare al posto di Moses, che era entrato in area per marcare il sesto uomo dell’Arsenal sul calcio d’angolo. Non l’ha fatto e me la sono presa con Alessio, che è ormai da tempo il mio braccio destro e, purtroppo per lui, anche la mia vittima”.

Cinque inseguitrici - Conte, ospite d’eccezione della trasmissione di Paolo Di Canio, sorride. Perchè, in fondo, sa. Anche se… “Mi preoccupano tutte e cinque le inseguitrici. Non lo dico per dire, ma per esperienza. Soprattutto quella da calciatore mi insegna che si può perdere tantissimo in poco tempo. Per esempio: ho vinto una Champions League ma ho perso tre finali, così come una Coppa del Mondo. Questo mi ha reso cattivo agonisticamente da allenatore: ho voglia di vincere”. Il titolo inglese, ora, sembra però molto vicino: “Per chi parla oggi di scudetto al Chelsea: dico ‘no’, c’è da lavorare e andare avanti. Conosciamo il campionato inglese, può succedere di tutto. Noi ne siamo un esempio: eravamo a otto punti dalla vetta dopo sei partite, ora siamo davanti. Questo ci deve fare tenere alta la tensione. Importante è non dare segni di cedimento, questo può ammazzare psicologicamente chi ci insegue. È una cosa che dico sempre ai ragazzi: sfruttiamo il momento e diamo segnali importanti, a noi stessi e agli avversari”.


Da zero a cento - A proposito di segnali. Quello dato da Conte a inizio campionato è stato decisivo per la risalita, cominciata proprio quando lo stesso allenatore ex Juve era stato messo in discussione: “Chi mi ha aiutato e mi aiuterà sempre è il mio lavoro, ci credo ciecamente. Non era un momento drammatico, ma dopo le sconfitte con Arsenal e Liverpool è chiaro fosse un periodo delicato. Ci stava perdere quelle partite, dico io. Soprattutto perchè questo è lo stesso Chelsea che l’anno scorso è arrivato decimo. Alla fine ho creduto nel mio lavoro: ‘se devo morire, muoio con le mie idee’ mi son detto. Sono stato molto severo da tutti i punti di vista, senza cercare compromessi o altro: ad aiutarmi è stata la fiducia nelle mie idee”.


Kantè e Hazard - Anche contro l’Arsenal, il centrocampista francese è stato decisivo. E la sua continuità è una virtù che, dopo Ranieri, sta facendo godere anche Conte: “È un giocatore straordinario, lo conosciamo per tanta quantità ma ha grande qualità. Deve migliorare in fase di costruzione. In parte rivedo in lui ciò che ero da giocatore: N’golo può migliorare nel gioco verticale, un limite che avevo anche io. Sa già comunque unire entrambe le fasi di gioco, copre tanto campo, è umile e disponibile: è stato un grande acquisto”. Hazard ha deciso invece la partita contro l’Arsenal con un’altra giocata da fenomeno. E ora che ha trovato il suo posto in campo… “Eden è un giocatore di un talento incredibile, ha fatto grande partita in fase di possesso e non. Quando trova equilibrio è un giocatore completo e di livello altissimo. Questo sistema (3-4-3) esalta le caratteristiche di ognuno. Era necessario avere flessibilità, abbiamo provato e cambiato: con sforzo ed intelligenza abbiamo trovato un modulo che si adatta a ognuno dei giocatori".

PREMIER LEAGUE - I GOL

Tutti i siti Sky