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10 luglio 2017

Premier, Zuckerberg da Facebook al Tottenham? La società smentisce

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ZUC

Secondo il Sunday Times, un fondo d'investimento californiano avrebbe avanzato una proposta da un miliardo di sterline per acquistare il Tottenham, dietro il quale ci sarebbe anche Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Il club londinese ha però ufficialmente smentito di aver ricevuto una proposta

“Mark Zuckerberg sarebbe interessato ad acquistare il Tottenham”; così il Sunday Times ieri aveva messo in allerta il mondo del football mondiale, paventando l’ipotesi che dietro un fondo di investimento americano che aveva contattato il club londinese ci fosse il proprietario di Facebook. L’Iconiq Capital, una banca d’investimento di San Francisco nota a tutti i miliardari della Silicon Valley (e che possiede in pancia buona parte dei capitali delle società high-tech californiane), avrebbe infatti chiesto informazioni all’attuale proprietà del Tottenham, avanzando una proposta da un miliardo di sterline per prendere possesso della seconda classificata nell’ultima Premier League. In realtà Joe Lewis, l’attuale azionista di maggioranza della squadra, non ha mai espresso il desiderio di lasciare la guida del club, rilanciato nell’ultimo biennio dalla cura Pochettino e dai gol di Harry Kane, in lotta fino al termine della stagione appena trascorsa con il Chelsea di Antonio Conte per conquistare il successo nel campionato inglese che agli Spurs manca ormai dal 1961.

La smentita della società: “Nessuna offerta da parte di Zuckerberg”

Voci diventate talmente tanto insistenti che hanno costretto il Tottenham a pubblicare sul proprio sito una nota per smentire ogni eventuale trattativa: “Il consiglio di amministrazione non ha alcuna trattativa in corso a proposito di un’offerta pubblica di acquisto della società”. Un messaggio chiaro indirizzato soprattutto ai tifosi, che sgombra il campo non solo da un eventuale interesse da parte del proprietario di Facebook, ma più in generale pone fine a possibili trattative anche con il fondo di investimento americano: “Non c’è stata alcuna offerta da un miliardo di sterline”, sottolineano dopoa aver messo in evidenza il fatto che lo scorso 31 maggio la società abbia terminato di pagare i debiti accumulati negli ultimi anni per portare avanti un enorme progetto di ristrutturazione. Gli Spurs infatti al momento sono impegnati a reperire i finanziamenti per terminare la costruzione del nuovo stadio, dopo aver salutato meno di due mesi fa lo storico impianto di White Hart Lane. In questa delicata fase per la società londinese sarebbe controproducente lasciar trapelare l’idea di un possibile passaggio di consegne; la stabilità agli investitori va dimostrata sia in campo che fuori.

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