29 settembre 2017

Conte contro Guardiola: ma si sono scambiati le parti?

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In Chelsea-City scontro di filosofie calcistiche, anche se ultimamente i due allenatori sembrano essersi invertiti i ruoli. Conte ha imbottito il suo Chelsea di spagnoli, Pep cura la difesa e non incassa gol. È la fine di tutti i luoghi comuni del calcio?

La grinta di Antonio Conte. Le squadre di Guardiola giocano bene. Aggiungiamoci che il pallone è rotondo e completiamo il quadro delle frasi fatte da avere sempre a portata di mano quando si vuole parlare di calcio. La verità è che, sì, Conte è davvero uno grintoso e Guardiola pensa sul serio che il gioco venga prima del risultato: ma adesso qualcosa inizia a cambiare. I due, che si incroceranno per un Chelsea-Manchester City che conta più come avviso ai naviganti che per la classifica (chi perde non è certo tagliato fuori dalla corsa, chi vince non ha ancora vinto niente), hanno iniziato un processo che li sta portando lentamente a scambiarsi le parti.

L'attacco "spagnolo" di Conte

Sia chiaro: Conte resta quello che sbraita, si sbraccia, abbraccia i suoi giocatori come se facesse ancora parte della squadra. E Guardiola si gratta sempre la pelata prima di rispondere, riflette, filosofeggia. Ma è come se ognuno di loro avesse sbirciato in casa dell’altro, per poi rubacchiare qualcosa.

Conte a Pep ha rubato gli spagnoli: da quando, Ct dell’Italia, eliminò la Spagna a Euro 2016, ha iniziato ad apprezzare gli interpreti di quel calcio storicamente così lontano dalle sue idee basate su difesa impenetrabile e attacchi in verticale, senza perdite di tempo. Al punto da imbottirci il suo Chelsea: ne ha a disposizione 5 in rosa (Morata, Fabregas, Pedro, Marcos Alonso, Azpilicueta), tutti sulla carta titolari, come è stato contro Arsenal e Leicester, quando addirittura si è presentato con il tridente d’attacco “made in Spain” (Fabregas e Pedro a supporto di Morata).

Ne aveva anche un altro con sé, ma forse perché era spagnolo solo di passaporto, forse perché gli somigliava troppo caratterialmente (o meglio: somigliava al “vecchio” Conte), fatto sta che Diego Costa è stato allontanato. Certo, in attacco c’è Morata che è lo spagnolo più verticale che esista al mondo, dritto come una spada quando punta la porta, ma resta comunque un allievo di quella scuola capace di sfinire chiunque a suon di tocchettini. Quella scuola frequentata con profitto da Fabregas, che Guardiola riportò al Barcellona quando era capitano dell’Arsenal, o da Pedro, che di Pep fu creazione e talismano capace di segnare in ogni competizione vinta nell’anno del Sextete. Se poi ci aggiungiamo che da Azpilicueta+Morata vengono 4 dei 6 gol segnati dall’ex juventino (il primo fa gli assist, il secondo la mette dentro), capirete quanto contano per Conte i suoi spagnoli.

La difesa "italiana" di Guardiola

Guardiola, dal canto suo, ne ha in squadra appena uno, e nemmeno un suo ex-allievo. David Silva è, per tecnica individuale, velocità di pensiero e intelligenza tattica, uno dei migliori esponenti del tiki-taka spagnolo, che dopo un anno di lezioni Guardiola sta pian piano riproponendo con il suo City. Gli interpreti del nuovo city-taka sono gente come De Bruyne, David Silva, Bernardo Silva, Aguero, Sanè… Segnano tantissimo, perché solo nel mese di settembre il Manchester City ha fatto 24 gol in 6 gare ufficiali (spiccano i 5-0 a Liverpool e Crystal Palace, il 4-0 al Feyenoord, il 6-0 al Watford), ma quello che più impressiona è la tenuta della difesa, nuovo fiore all’occhiello di Pep "rubato" da quello di Conte, l'italiano che aveva costruito un muro chiamato BBC.

Appena 2 gol subiti in campionato (come lo United di Mourinho), restando sempre al mese di settembre solo uno incassato, in Coppa di Lega contro il West Brom, quando Guardiola ha mandato in campo un City-2 (c’era Mangala, che in estate ha provato a piazzare ovunque, ed è tutto dire). Frutto di riflessioni estive, quando Guardiola ha compilato la letterina per lo sceicco chiedendo non funamboli dell’attacco o artisti del palleggio, ma difensori. Sono arrivati (pagati bei soldi) Walker, Mendy, Danilo. E ha salutato lo spagnolo Jesus Navas.

Ora che si sono scambiati i segreti, il nuovo Chelsea-City proporrà la grinta spagnoleggiante di Antonio Conte contro i pensieri di Guardiola, l’uomo che fa giocare bene la difesa. Basta con le frasi fatte, anche se sappiamo bene che alla fine partite così importanti vengono sempre decise da un episodio.

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