20 ottobre 2017

Chelsea, allenamenti troppo duri: i 'senatori' contro Conte

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Secondo quanto riportato dal Times, serpeggia malumore nello spogliatoio del Chelsea nei confronti dei metodi di allenamento dell'allenatore dei Blues, considerati la causa dei troppi infortuni in stagione. Secca la replica in conferenza: "Il programma è stato ridotto perché si gioca sempre"

Tempi duri per Antonio Conte al Chelsea, il clima intorno all’allenatore italiano continua a peggiorare e il suo futuro sulla panchina dei blues non appare poi così tanto stabile. Una situazione difficile da gestire per l’ex ct della Nazionale, non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche ambientale, dal momento che parecchi senatori starebbero remando palesemente contro di lui. Ecco dunque che i risultati scadenti ottenuti nelle ultime uscite, su tutti la sconfitta contro il Crystal Palace in Premier League, non sarebbero il problema principale. Secondo quanto riportato dal Times Conte si sarebbe attirato le critiche dei propri giocatori per i duri allenamenti svolti in questi mesi. La convinzione che serpeggia all’interno dello spogliatoio del Chelsea è quella secondo cui sarebbero stati proprio i metodi di Conte ad aver causato tutti quegli infortuni che stanno falcidiando la rosa dei blues. Gli ultimi sono quelli di N'Golo Kantè e Victor Moses, costretti a saltare la sfida di Champions League contro la Roma. Ma nell’ultimo periodo non è andata meglio nemmeno ad Alvaro Morata, recuperato in extremis per scendere in campo contro i giallorossi. Infortuni non casuali secondo i giocatori del Chelsea, dovuti invece alle dure metodologie usate da Conte. Se le sessioni di allenamento non apparivano pesanti nella scorsa stagione è perché il club inglese non era impegnato nelle competizione europee, ma giocando adesso ogni tre giorni la situazione sembra essere precipitata pericolosamente.

La replica di Conte

L'allenatore italiano ha respinto prontamente le critiche: "Ho il mio metodo di lavoro che lo scorso anno ci ha portato a vincere il campionato. Anzi, credo che quest'anno, a causa dei molti impegni, fin qui ci siamo allenati almeno il 70% in meno rispetto a quanto fatto la scorsa stagione. Ad ogni modo il problema attuale non sono gli allenamenti ma i tanti infortuni. Mi lamento troppo? Perché dovrei pentirmi di quello che ho detto in precedenza? Il mio pensiero non cambia: un manager deve pensare alla sua squadra, ai suoi calciatori, al suo club. Deve concentrarsi sul suo lavoro e non pensare a quello degli altri" - ha poi aggiunto riferendosi alle critiche arrivate indirettamente da Mourinho. Reduce da due sconfitte in Premier League, e dal deludente pareggio contro la Roma, Conte ha fretta e urgenza di rilanciare la stagione.
Dopo l'impegno di Champions League c'è stata una riunione di emergenza con il direttore sportivo Michael Emenalo e la manager vicino ad Abramovic, Marina Granovskaia. Tra gli argomenti trattati, anche le giustificazioni adottate da Conte per spiegare i risultati negativi. Per l’ex ct della Nazionale il quinto posto in campionato è dovuto ai troppi impegni ravvicinati e ai molti infortuni. Spiegazioni che non sono piaciute ai vertici della società. A Stamford Bridge sarebbero piuttosto stufi di queste argomentazioni, ritenute alibi controproducenti, che peraltro finiscono per trasformarsi in implicite accuse al club.

La querelle tra Conte e Mourinho

Le affermazioni di Conte non sono sfuggite a José Mourinho: “Non farò come certi allenatori che passano il tempo a lamentarsi per le assenze" ha dichiarato l’allenatore del Manchester United. Secca la reazione dell'italiano: "Tutti gli allenatori dovrebbero parlare solo alla loro squadra, di se stessi e dei loro giocatori senza occuparsi degli altri". Il nervosismo manifestato dall'ex ct della Nazionale è dovuto al brusco rallentamento della sua squadra: dopo la vittoria in Champions League con l'Atletico Madrid, il 27 settembre, il Chelsea ha perso due partite di fila in Premier League con Manchester City e Crystal Palace e pareggiato malamente con la Roma. Se in Europa resta ancora primo, in campionato ha già accumulato un distacco rilevante rispetto al City di Guardiola distante nove lunghezze. Non vincere domani in casa contro il Watford significherebbe certificare ufficialmente l'ingresso nella crisi. Dalle conseguenze imprevedibili, e che potrebbe travolgere anche l'ex ct dell'Italia.

Addio a fine stagione?

Il rapporto tra Antonio Conte e il Chelsea, però, non è destinato a terminare a breve termine. In primo luogo perché nel contratto dell’allenatore italiano è presente una clausola che lo obbligherebbe a pagare una cifra multimilionaria in caso di dimissioni. Se invece fosse il club a decidere di mandarlo via, dovrebbe pagargli tutto il contratto fino al 2019, ipotesi che non è nelle intenzioni della società. La soluzione più probabile è quella di una sorta di pace armata fino al termine di questa annata. Alla fine della stagione probabile un accordo, con il Chelsea che non pagherebbe all’allenatore tutto il contratto ma soltanto una parte e Antonio Conte libero di trovare una nuova destinazione.

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