30 ottobre 2017

Ibrahimovic a Anthony Joshua: "Ti insegno qualche mossa di Bruce Lee"

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Lo svedese, cintura nera di taekwondo, scherza con il campione del mondo dei pesi massimi: "Non avrei combattuto con Joshua, da lui ho solo da imparare. Ma se volesse apprendere qualche mossa di Bruce Lee..."

Anthony Joshua lo ha definito in tweet un “incontro tra due leoni”. Nessun riferimento, però, al 20esimo match consecutivo vinto in carriera sul ring, bensì alla stretta di mano con Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante del Manchester United, infatti, ha conosciuto per la prima volta l’inglese campione del mondo IBF, IBO e WBA dopo la sfida contro Carlos Takam, andata in scena al Principality Stadium di Cardiff. Lo svedese, uno dei tanti ospiti di eccezione del match valido per la categoria pesi massimi, non ha poi resistito a mettere in scena il suo consueto personaggio: “Non avrei combattuto con Joshua, ho solo da imparare da lui - ha detto alla tv inglese - ma se lui volesse apprendere qualche mossa di Bruce Lee, potrei anche dargli qualche insegnamento”. Un’uscita che non sorprende, quella di Zlatan, tipica del suo carattere eccentrico: l’ex Milan e Paris Saint-Germain, come noto, è anche cintura nera di taekwondo.

Ibra pronto a tornare

Lo svedese guarda al 2018 con ottimismo. Il suo processo riabilitativo sta proseguendo bene e non vede l'ora di rientare: "L'obiettivo è vincere la Premier League - ha detto in settimana - tutto quello che ho iniziato nella prima stagione finirà nella seconda". Lukaku, per ora, non sta tradendo le aspettative: "È un ottimo innesto, sta segnando molti gol e mi sta semplificando il lavoro. L’anno scorso non potevamo fare cambi nel mio ruolo perché avevamo solo un attaccante in grado di segnare. Non c’era molta scelta per l’allenatore, ma adesso è diverso. La presenza di Lukaku è positiva e toglie al mio 'ritorno' molta pressione: non devo affrettare i tempi. Più è alta la qualità della squadra, più scelte ha l’allenatore e più il suo lavoro sarà agevolato". Un pensiero, poi, all'infortunio dello scorso aprile: "Quando è successo è stato semplice dire che sarei tornato perché avevo una sfida. Non ho mai avuto un infortunio così grave: tutti hanno pensato 'è finito' o 'è troppo vecchio'. Quando è successo, mi ha stimolato, dandomi energia e un obiettivo: tornare e continuare a giocare. Andrò via come sono arrivato, non lascerò zoppicando: me ne andrò proprio come voglio farlo. Anche se dovessi camminare sulle acque”.

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