Manchester City, metodo Guardiola: sondaggio tra i giocatori per scegliere il capitano

Premier League

Ad annunciarlo lo stesso Guardiola: "I ragazzi si riuniranno e sceglieranno il capitano". Un metodo democratico in passato già utilizzato nell'Ajax di Cruyff e nel Barcellona da Luis Enrique

ASIAN TROPHY, CITY IN FINALE: GOL E HIGHLIGHTS

TUTTE LE MAGLIE DELLA PREMIER

LE NEWS DI SKY SPORT SU WHATSAPP

I giocatori si riuniranno in spogliatoio e ne usciranno quando avranno preso la loro decisione, in gruppo ma allo stesso tempo in autonomia. Solo allora, dopo la "fumata bianca", conosceremo il nome del prossimo capitano del Manchester City.

Chiamatelo "metodo Guardiola", se volete; di sicuro è un metodo democratico che tende a responsabilizzare la squadra. Ad annunciare che non sarà lui a scegliere l'erede di Vincent Kompany, storico capitano che dopo il mancato rinnovo con i Citizens ha accettato il ruolo di giocatore-allenatore (e naturalmente capitano) dell'Anderlecht, è stato lo stesso Pep, parlando al sito ufficiale del Manchester City: "Individueremo colui che indosserà la fascia quando tutti i giocatori saranno rientrati nel gruppo. I ragazzi faranno una riunione e sceglieranno chi sarà il capitano".

Una modalità, attraverso "votazione democratica", che ha ricordato un po' quella utilizzata al Barcellona da Luis Enrique e che forse ha ispirato Guardiola, sempre legato al mondo blaugrana: nel 2015, infatti, al momento di salutare Xavi diretto in Qatar, la squadra votò quattro possibili capitani (Messi, Busquets, Iniesta e Mascherano); volendo tornare ancora più indietro, poi, fu proprio un'elezione andata "male" ad accelerare l'arrivo al Barça di Cruyff, "sfiduciato" dai compagni dell'Ajax nella stagione 1973/74 e da quel momento, rimasto senza fascia, un po' più deciso a partire.

I possibili candidati

Nel frattempo, in casa City, si parla già di "toto-capitano", con David Silva tra i favoriti (nella passata stagione ha sostituito spesso lui Kompany) e Kevin De Bruyne che alla Bbc si è candidato dicendosi pronto a raccogliere l'eredità del suo connazionale: "Se i miei compagni o i dirigenti del club vogliono che io sia il capitano, lo accetterei volentieri. Però penso che si tratti di una decisione da prendere tutti insieme, tra noi giocatori in accordo con il management e lo staff tecnico". Un appello che probabilmente ripeterà in "campagna elettorale" e negli istanti prima della votazione, quando la squadra si riunirà per emettere il suo verdetto.