28 settembre 2008

L'unico Special One è Ronaldinho. Al Milan il derby

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Ronaldinho nelle vesti di match winner della serata

Il brasiliano sceglie la serata migliore per segnare il primo gol in maglia rossonera. Un colpo di testa all'incrocio dei pali inchioda il punteggio sull'1-0 e certifica la rinascita dei rossoneri

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Milan brasil - Hanno avuto ragione in due, anzi in tre. Una rivincita auspicata alla vigilia rispetto a quanti, forse, non credevano in un progetto che sta pian piano prendendo quota. La società, in primis e soprattutto Carlo Ancelotti e Ronaldinho si sono presi la loro personalissima vendetta sportiva nella serata più bella e significativa. Il Milan 'brasil' ha colpito, il Ka-Pa-Ro tanto amato dal presidente Silvio Berlusconi ha funzionato. Pato si è sacrificato davanti fornendo movimento e creando spazi, Kakà si è travestito da assist man e Ronaldinho si è trasformato in implacabile uomo d'area di rigore con uno stacco mai sfoggiato prima in carriera. Il boato di San Siro con annessa standing ovation nel momento dell'avvicendamento con Shevchenko è stato il più giusto tributo al match winner della serata. Il Milan ha conquistato il derby e non solo. L'1-0, come aveva detto in settimana Carlo Ancelotti, completa il periodo di convalescenza dei rossoneri, guarda caso, in concomitanza con la completa guarigione, dall'oblio, di Ronaldinho.

Inter involuta - Atteggiamento mentale diverso, spirito di squadra e concretezza sono stati gli ingredienti che hanno permesso alla formazione di Ancelotti di avere la meglio sui cugini, al contrario, apparsi involuti nel gioco, presentatisi in campo con Ibra, Quaresma e Mancini ma autori di una manovra, almeno fino a metà della ripresa, troppo compassata e prevedibile. Un attento Abbiati ha scongiurato pericoli nell'area rossonera e un altrettanto positivo Julio Cesar in un paio di occasioni ha sventato il raddoppio.

Guarigione avvenuta - L'ingresso in campo di Adriano ha dato maggiore peso specifico all'attacco interista, ma una difesa coriacea guidata da Maldini ha permesso al Milan di rintuzzare i pericoli, a tratti pressanti dei nerazzurri. Shevchenko nel ruolo dell'avvicendato Pato ha dato il proprio contributo e tutta la squadra, Seedorf compreso nell'inedita veste di vice-Pirlo, si è sacrificata per portare a casa il risultato. Il gol sfiorato da Adriano negli ultimissimi minuti di gioco è stato l'ultimo brivido di un derby partito in sordina e andato in crescendo, segnato indelebilmente dall'uomo più atteso, quel Ronaldinho che ha rubato la scena a Ibra e Mourinho, miglior modo per conquistare San Siro e prendere per mano il suo Milan.

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