08 ottobre 2008

Sheva: "Il Milan è casa mia e Ancelotti quasi un padre"

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L'attaccante ucraino è felice del suo ritorno in rossonero: "Riassaporare il gusto del gol dopo due anni di assenza è stata un'emozione fortissima. San Siro è uno spettacolo, sempre pieno di gente che mi incoraggia con grande amore e affetto"

L’attaccante del Milan, Andriy Shevchenko, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport. Lo ha fatto in un’intervista all’interno di “Il Rosso e il Nero”, la rubrica dedicata al club rossonero, in onda tutti i mercoledì alle ore 18.30 (e in replica a mezzanotte), su Sky Sport 1. “Il gol per un attaccante è tutto, soprattutto quando giochi a grandi livelli, quando giochi in stadi importanti come San Siro, il Santiago Bernabeu o l’Old Trafford, quando 100mila persone aspettano solo questo momento. Quando arriva il gol, riesci ad essere protagonista, riesci a segnare, è una motivazione fortissima. Per questo, credo che il lavoro di un attaccante è molto difficile e particolare”.

“Dopo due anni, segnare il primo gol con il Milan è fantastico. Aspettavo da tanto questo gol. E’ stata una cosa veramente bellissima. Vedevo che cercavano di farmi segnare. La cosa più bella sono stati i tifosi, sicuramente. Dalla prima giornata a San Siro è stato uno spettacolo, la gente che mi incoraggiava, che mi aiutava sempre”. “Penso che il mio rapporto con Ancelotti non sia un rapporto di lavoro. E’ qualcosa, tanto, di più quello che collega me a Carlo, perché è una persona eccezionale, un tecnico fantastico, una persona che ha dato veramente tanto a tutti noi. Abbiano vinto tanto insieme, abbiamo sofferto insieme. Lui, è quella persona che ti trasmette fiducia, ti trasmette qualcosa di più di un allenatore”.

“Il Milan è casa mia, qui sono diventato quel giocatore che ha vinto il Pallone d’Oro, la Champions League. Questa è casa mia. Per quello che ho fatto, penso che i sette anni trascorsi al Milan sono stati i migliori per me, anche perché, per l’età, non è che un giocatore può giocare sempre allo stesso livello. Sarà difficile ripetersi. Io non mollo mai, vado sempre avanti. Ci sono obiettivi seri davanti a me, so cosa devo fare. Il mio impegno è al cento per cento. Poi, si vedrà quello che succederà. Però, davanti ai tifosi, alla società, davanti ai miei compagni, sarò sempre onesto, perché cercherò di dare il massimo”. “Ho fatti tanti gol, dal primo gol segnato contro il Lecce all’ultimo, quello contro lo Zurigo, sono stati tutti importanti. Nella mia vita ho provato a fare tre o quattro rovesciate, sono andato vicinissimo al gol. Nella prima partita contro lo Zurigo ho fatto una bella rovesciata. Sogno un gol così. Questa è la verità. Sicuramente, il gol che ha un significato particolare è stato l’ultimo rigore a Manchester. Quel gol è stato diverso dagli altri”.

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