20 ottobre 2008

Mourinho l'audace ora cerca altri sfidanti

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Josè Mourinho continua il suo cammino vincente

Roma-Inter, negli ultimi anni, è stata la sfida scudetto ma oggi non più. Il tecnico nerazzurro è stato premiato da Ibrahimovic che ha esaltato le scelte del portoghese. Spalletti ha dovuto fare di necessità virtù

Uno (Mourinho) rischia per scelta, l'altro (Spalletti) per necessità. Il primo lo fa perché gli piace stupire, azzardare la mossa che nessuno si aspetta e poter dire, alla fine, che se ha vinto è anche e soprattutto merito suo. L'altro rischia perché la classifica dice così, la situazione glielo impone e gli piacerebbe tanto poterli evitare, i rischi. Lui che non conosce la paura e l'altro che del coraggio farebbe, per una volta, volentieri a meno. Sarà che la fortuna alla fine aiuta gli audaci, e dunque chi rischia, ma non sono state le scelte a decidere Roma-Inter. Decisivo non è stato il rischio di buttare Obinna nella mischia e non è stato, tantomeno, il coraggio di rischiare Totti. E' stata la differenza di sostanza che Roma e Inter possono mettere in campo in questo momento.

La possibilità di disporre di un Ibrahimovic così, che ti mette nei guai già quando le cose le pensa soltanto, quando le fa, è troppo tardi. E poi tutto quello che gli ruota intorno, che ha la tranquillità di chi sa di essere più forte e la voglia di chi vuole dimostrarlo. Di fronte a chi prova esattamente la sensazione opposta, che di sicurezze non ne ha più nessuna e che finisce frustrato dal tentativo di convincersi che non può essere così. Roma-Inter è stata negli ultimi anni la vera sfida scudetto. Adesso, lo dice la faccia di Spalletti, non lo è più. E Mourinho, quello senza paura, è pronto a trovarsi altri sfidanti.

Marco Caineri, Sky Sport 24

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