27 ottobre 2008

Ritorno al futuro, il Milan la squadra del presente

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Kakà esorcizza il tabù Atalanta e rilancia il Milan in classifica

Nonostante gli exploit di Napoli e Udinese, i rossoneri si candidano come i principali avversari dei nerazzurri per la lotta allo scudetto. Dalla polemica Moratti-Galliani è venuta fuori questa verità legittimata dalle vittorie degli uomini di Ancelotti

La verità nel mezzo - Milanello? Non è un paese per vecchi.  E forse, per una volta, hanno torto in due: Moratti e Galliani. Il patron nerazzurro dice che il Milan ha un passato e a quello guarda per far soldi. Il numero due rossonero dice che no, non è vero: il 28enne Ronaldinho è giovanissimo e Beckham è ancora un campione. La verità, più che nel mezzo, sta a metà campo. A Bergamo mancavano Pirlo e Seedorf e Flamini si è rotto dopo mezz'ora, e il gioco latitava. Ma quando l'Atalanta ha finito la benzina, è emersa la classe.

Passato cancellato - Sarà anche un Milan "senza futuro", ma non può essere un caso se per la terza volta, dopo Reggio Calabria e la Sampdoria, vince nel secondo tempo, quando i suoi arzilli nonnetti dovrebbero essere più stanchi. Sarà anche una squadra che pensa al passato ma stavolta il passato l'ha cancellato. Cogliendo a Bergamo la vittoria che Ancelotti inseguiva dal 5 marzo 2005, e grazie al primo gol di Kakà all'Atalanta.

Squadra del presente - Sarà anche una squadra di vecchi ma il più giovane, Pato, entra e cambia marcia alla partita. E la super celebrata Inter, che una settimana fa aveva annichilito la Roma, e minacciava di fare lo stesso col campionato, ha solo un punto più del Milan, partito come peggio non poteva. E allora forse la verità sta nel mezzo e ha ragione Ancelotti: altro che passato o futuro, il Milan è la squadra del presente

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