31 ottobre 2008

Mourinho: "I paragoni a maggio". Ancora fuori Adriano e Cruz

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Josè Mourinho, è alla sua prima stagione sulla panchina nerazzurra

Il tecnico portoghese continua con il pugno di ferro e non gradisce i confronti con il suo predecessore Mancini: "Non è corretto. Lo scorso anno, al primo di novembre, l'Inter non aveva vinto la Supercoppa e aveva perso la prima partita di Champions"

"Se vogliamo fare paragoni, facciamoli a maggio". Josè Mourinho rinvia alla fine della stagione i confronti tra la sua Inter e quella allenata da Roberto Mancini. "Lo scorso anno, al primo di novembre, l'Inter non aveva vinto la Supercoppa e aveva perso la prima partita di Champions League. Aveva 3, 4 o 5 punti in più in campionato rispetto ad ora. Non 20... Non è possibile fare paragoni, non è corretto. Ma se vogliamo farli, facciamoli...", dice il tecnico portoghese. I campioni d'Italia sono quarti in classifica, a 2 punti dalla coppia di testa formata da Udinese e Napoli. Davanti ai nerazzurri, c'è anche il Milan. "Quanti punti avevano lo scorso anno Udinese e Napoli? Non si possono confrontare due campionati, sono situazioni completamente differenti", dice Mourinho alla vigilia del match in programma domani sul campo della Reggina.

Continua intanto la linea dura. Tra la lista dei convocati per l'anticipo contro la Reggina non
figurano infatti Adriano e Cruz. I due giocatori erano già stati esclusi dall'elenco per la gara di mercoledì scorso contro la Fiorentina.  Il tecnico in conferenza stampa ha dichiarato: "La mia filosofia è che i giocatori devono saper adattarsi al modo di pensare dell'allenatore". E poi, scendendo nei particolari: "Non so se Adriano capirà stando fuori, non lo so - ripete tre volte - Posso dire che se c'è qualcuno che si è dedicato a lui con il cuore come allenatore, ma anche come compagno di lavoro, sono stato io. La strada per ritornare e' lunga, ma non impossibile".

"Serve equilibrio" nei giudizi, secondo il tecnico. "Quando il Milan era in difficoltà, io dicevo che era una grandissima squadra e che sarebbe arrivato alle vittorie. Non ho mai detto 'Noi siamo campioni e gli altri sono morti'. Sono sempre stato equilibrato e lo sono anche ora", aggiunge. "Se siamo fuori dalla Champions, se abbiamo perso la Supercoppa e siamo a 20 punti dalla vetta del campionato allora siamo in una situazione orribile: ma non è così. La nostra situazione è migliore di quella di tanti altri", dice ancora. "Se poi mi chiedete se sono contento, dico di no. Non sono felice di essere dietro al Milan e di non aver segnato nelle ultime 2 partite".

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