06 novembre 2008

SuperMario si sfoga: lettera al veleno ai genitori biologici

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Mario Balotelli in compagnia dei genitori adottivi. ''Coloro che mi amano come un figlio'', ha dichiarato Supermario. Qui fotografati durante la cerimonia di consegna della cittadinanza italiana il 13 agosto a Concesio, in provincia di Brescia

Balotelli, giovane talento dell'Inter, si rivolge duramente ai signori Barwuah, coloro che lo hanno dato in affidamento quando ancora era in fasce: ''Ma quale affetto, si sono fatti vivi perché gioco in Serie A. Che la smettano di farsi intervistare''

"Ma quale affetto? Ma quale legame di sangue? Non c'è proprio nessun legame, se non con le persone che mi hanno amato come un figlio. Gli altri, per me, sono degli estranei". Così si è sfogato Mario Balotelli, che sul suo sito personale si rivolge in una lettera a Thomas e Rose Barwuah, i suoi genitori biologici. "Si è scritto di due persone costrette, perché povere e senza lavoro, a 'dare in adozione' il figlio. Falso, perché non sono mai stato dato in adozione - risponde l'attaccante dell'Inter - e soprattutto nessuno li ha mai costretti ad abbandonarmi in ospedale quando ero neonato e a sparire negli anni successivi all'affido".

"Perché nessuno ha chiesto ai signori Barwuah, che oggi si fanno fotografare sui giornali con facce tristi e la mia foto con maglia dell'Inter in mano, come mai, una volta che sono guarito, non hanno fatto domanda in Tribunale per riprendermi? - le parole di Balotelli - E perché per 16 anni, a parte qualche visita all'inizio, grazie alla pazienza di mamma e papà che mi portavano da loro, hanno pensato bene di sparire salvo venire allo scoperto adesso che sono diventato un giocatore di serie A? Per 16 anni non ho nemmeno ricevuto una loro telefonata nel giorno del mio compleanno. Con loro, dai due anni in poi, non ho mai vissuto. Ora però vogliono far sapere a tutti che sono loro i 'veri' genitori e che vogliono il mio affetto, come se fosse un loro diritto derivante dallo stesso sangue".

Balotelli si dice addolorato che "nonostante la mia richiesta di smetterla, continuino a farsi intervistare sperando di ottenere chissà quale vantaggio e lanciando accuse bugiarde a mamma Silvia e papà Franco. I quali non erano affatto ricchi quando mi hanno accolto, né lo sono oggi. Papà pensionato e mamma casalinga, due persone normalissime e con altri figli. E i quali non hanno mai parlato male dei miei genitori biologici davanti a me (come è stato invece bugiardamente scritto) e a tutt'oggi scelgono il silenzio e il non apparire per un'unica ragione: il mio bene. Poiché mi aspetto, a breve, di vedere i signori Barwuah lanciare appelli anche davanti alle telecamere nelle trasmissioni tv, dichiaro fin d'ora che questi appelli, opportunistici e tardivi, non otterranno alcuna risposta - conclude Balotelli - Ribadisco che penso che se non fossi diventato Mario Balotelli, di me ai signori Barwuah non gliene importerebbe nulla".

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