12 novembre 2008

Galliani: Ronaldinho non era una scommessa, ma un campione

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I brasiliani Pato, Ronaldinho ed Emerson durante l'incontro di ieri tra il presidente del Brasile Lula e il premier italiano Berlusconi

L'ad del Milan parla del brasiliano e torna anche sulle recenti polemiche arbitrali: "Abbassiamo i toni, sono d'accordo con Collina. Non c'è sudditanza psicologica, credo ci siano degli errori che vanno accettati". Sui brasiliani da Lula: che carineria...

"Basta con queste scommesse, noi non ne facciamo. Noi cerchiamo di acquistare i giocatori che possano servire al Milan, e Dinho si è dimostrato assai utile". Con queste parole l'ad del Milan, Adriano Galliani, ha risposto a una domanda di un giornalista che chiedeva se quella del brasiliano fosse stata una scommessa vinta dal Milan. "Penso che per una volta presidente e amministratore delegato ci abbiano visto lungo. E poi non l'abbiamo certo scoperto noi Ronaldinho. E' arrivato qui dopo aver vinto un Pallone d'oro, un Fifa World Player, un Mondiale, una Champions League, tutto insomma. Non era una giovane sconosciuto. Era semplicemente un campione in un momento di appannamento e noi eravamo convinti che potesse superarlo". State già pensando a un rinnovo? "Ha già un contratto per tre anni".

"C'è troppa, troppa confusione. Vorrei che il Milan abbassasse di più i toni e concordo con quanto dice Collina: non c'è sudditanza psicologica, credo ci siano degli errori che vanno accettati, come chi sbaglia un pallone davanti alla porta": Galliani ha spiegato così anche il suo recente invito ad Ancelotti a non parlare più degli arbitraggi. "Io e Ancelotti non ci siamo assolutamente punzecchiati -  precisa Galliani - Abbiamo un rapporto inossidabile. Ho semplicemente dato la linea della società di non parlare più degli arbitri o di parlarne il meno possibile. Tutto qua".

Poi, un rapido commento sull'episodio di ieri a Villa Madama, protagonista il premier e i brasiliani del Milan: "Mi sembra sia stata una cosa molto carina che ha fatto il presidente Berlusconi, siamo stati bravi a tenere il segreto per una settimana, dieci giorni", così Galliani ha commentato l'incontro a Roma tra i giocatori brasiliani del Milan, il presidente Lula e il presidente Berlusconi.

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