12 novembre 2008

Bomber, in A è la stagione del ricambio

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Gilardino ha faticato molto a Milano, ma a Firenze suona il suo violino come fosse uno Stradivari

Infortuni o scelte tecniche: dove sono finiti i dominatori delle classifiche cannonieri degli ultimi anni? Adriano, Totti, Shevchenko, Trezeguet e Mutu, ma anche Budan, Maccarone e Vieri devono cedere il passo alle nuove leve del gol

di MATTEO VERONESE

Milito, più Gilardino e Zarate. Un tridente di tutto rispetto, ma ad inizio campionato in quanti avrebbero saputo resistere alla proposta di scambiarli con Totti, Trezeguet e Mutu? Eppure sono i primi tre a guidare la classifica marcatori di serie A. Milito, non è una sorpresa, sotto la Lanterna ha sempre segnato, fino riportare il grifone nella massima serie dopo oltre un decennio di purgatorio, prima che l'alba del giorno dopo dissolvesse i sogni dei tifosi rossoblu.

Gilardino ha faticato molto a Milano, in uno stadio che forse non l'ha mai amato davvero. Ora a Firenze sotto l'ala protettiva del suo allenatore ai tempi di Verona e Parma, Prandelli, suona il suo violino come fosse uno Stradivari. Zarate sembrava l'ultima follia del vulcanico Lotito, ora invece sono in molti a rimangiarsi i sorrisini scettici che hanno "salutato" l'approdo alla Lazio dell'attaccante argentino.

E i grandi nomi? Più in giù, anche molto. L'ex imperatore Adriano è fermo a una rete in 5 presenze. Frutto della punizione di Mourinho? Forse, di certo sta a lui dimostrare di meritarsi ancora la fiducia di allenatore e presidente. Già domenica potrebbe avere una nuova occasione nella trasferta di Palermo per caricarsi l'Inter sulle spalle, per la felicità dei tifosi e forse anche di Ibrahimovic, che non tira il fiato da quasi venti partite consecutive.

Alla Roma hanno salutato come una benedizione il ritorno in campo dal primo minuto di capitan Totti, fermo a sole due reti ma in 4 presenze. Sabato è tornato al goal, e con il derby alle porte i giallorossi si augurano che ci abbia ripreso gusto, anche perché la classifica non è delle più rosee.

Navigano in acque decisamente più tranquille Milan e Juve, che aspettano ancora il primo gol rispettivamente di Shevchenko e Trezeguet. L'ucraino si è riscoperto non indispensabile, scivolando nelle preferenze di Ancelotti dietro il Ka-Pa-Ro e Borriello. Eppure lo Sheva I aveva segnato nel proprio personale tabellino 127 gol in 208 partite in rossonero. Difficile anche pensare di poter fare a meno di un centravanti da 130 gol in 8 anni, soprattutto se sei la Juve e ti poni certi obiettivi. Eppure con un Amauri e soprattutto un Del Piero in questa forma, ben pochi hanno notato l'assenza di David Trezeguet, fermo per infortunio dalla prima partita di campionato.

Costretto ai box a intermittenza per un fastidio agli adduttori è anche Adrian Mutu. Il fantasista rumeno in forza alla Fiorentina, che lo scorso anno con i sui 17 centri trascinò i viola al ritorno in Champions League, quest’ anno ha giocato poco e Firenze attende impaziente di sommare i suoi goal (3 finora) a quelli di Gilardino per poter sognare ancora in grande.

Se le "grandi" possono sopperire a certe mancanze, forti di una panchina lunga che propone valide alternative, scendendo in classifica si scopre che le sorti di altre squadre potrebbero migliorare grazie bomber finora a secco ma che hanno sempre segnato tanto: è il caso del Palermo, criticato in settimana da Zamparini, che sta recuperando finalmente Igor Budan. I goal dell'attaccante ex Parma (che con 15 centri in 35 partite trascinò gli emiliani alla salvezza nella stagione 2006/2007) possono far tornare il sorriso al presidente e far vivere lunedì più sereni a Davide Ballardini. A Siena aspettano invece Maccarone, attaccante che è entrato nella storia del club con i 13 gol della scorsa stagione ma ancora fermo a 0 in 712 minuti quest’ anno, mentre a Bergamo sono pronti a salutare, dopo le polemiche estive, l'esordio dal primo minuto del Vieri III. L'attaccante con la valigia ha segnato 9 reti in 26 presenze con la maglia degli orobici (1995/1996 e 2005/2006). Del Neri ha dichiarato che Bobo non sarà solo una comparsa e lui, il "bomber triste" per antonomasia, è pronto a far gioire ancora una volta i propri tifosi.

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