17 novembre 2008

Tutte le furbate andate in scena sui campi da calcio

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La punizione di Mascara in Catania-Torino

La barriera del Catania con Plasmati che abbassa i pantaloni per disorientare il portiere è solo l'ultimo episodio: dalle punizioni battute a sorpresa ai calci d'angolo senza far vedere il tocco agli avversari come Taddei-Pizzarro in Roma-Milan del 2007

La doppia barriera del Catania con Plasmati che si abbassa i pantaloncini per disorientare il portiere avversario, è solo l'ultima delle furbate andate in scena sui campi di calcio. Nel regolamento di un episodio del genere non c'è traccia: inevitabile allora che il legislatore del calcio intervenga per evittare che si ripeta. Un trucchetto tra i tanti che hanno un minimo comune denominatore: i calci da fermo. In Chievo-Fiorentina qualche settimana fa, Montolivo aveva battuto a sorpresa una punizione regalando a Kuzmanovic l'assit per il gol tra le proteste degli avversari. I due fiorentini si erano parlati in tedesco per non farsi capire dai difensori del Chievo.

Un'idea nata in allenamento dove, tra uno schema e l'altro, si inventano scenette come quella vista in Roma - Milan dello scorso anno: un calcio d'angolo battuto da Pizarro con un tocco impercettibile prima di allontanarsi e Taddei che ne approfitta per entrare tutto solo in area di rigore. Copiata dal Real Madrid che ne aveva ricavato un gol, l'azione era valida ma l'arbitro la fermò ignorando una variazione di regolamento. Non fu annullato invece il gol che la Roma segnò al Palermo grazie ad un calcio d'angolo battuto a tutta velocità grazie all'aiuto di un raccattapalle istruito ad hoc. A proposito di punizioni creative, come non ricordare quella  ideata dall'Olanda (fresca orfana del Profeta del Gol, Johan Crujiff) nel Mondiale del '78: in Argentina, nel match d'esordio  vinto sull'Iran, gli orange idearono una delle più grottesche  punizioni della storia. Arie Haan, spauracchio dei portieri sui tiri dalla lunga distanza, era incaricato di poggiare il pallone sul punto di battuta, poi faceva finta di allontanarsi, invece  si chinava col gesto di allacciare uno scarpino, quindi faceva partire un pallonetto per gli attaccanti Johnny Rep o Rob Rensenbrink. Una beffa per i difensori avversari.

Ben diverso spessore avevano le gesta del gallese Vincent Peter, in arte Vinnie Jones, difensore di Wimbledon, Leeds, Sheffield United, Chelsea e Queens Park Rangers. Jones marcava  gli avversari con uno stile tutto suo: afferrandoli per i  testicoli, come testimonia una foto del 1987 che lo ritrae alle  prese con un terrorizzato Paul Gascoigne, all'epoca al Newcastle United. Tornando a tecniche più ortodosse, hanno creato scalpore, a  inizio 2008, le rimesse in gioco di cui beneficiava la Roma, in  casa, quando era in fase d'attacco. Fino a un vittoria ai danni  del Palermo, quando sul gol-partita di Mancini, favorito da un angolo battuto molto velocemente, i rosanero arrivarono a  protestare ufficialmente. Fu allora ribadito che il regolamento consente ai raccattapalle solo di recuperare il pallone, non di posizionarlo sul terreno. Ma tutte queste furbate calcistiche impallidiscono di fronte a quanto succedeva nello sci ai tempi dei gemelli statunitensi Steve e Phil Mahre: spesso succedeva che il più in forma dei due gareggiasse anche in nome e per conto del fratello. E le vittorie fioccavano.

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