18 novembre 2008

"Se l'Inter è una portaerei, la Juventus è una corazzata"

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Ranieri sembra impartire i consigli finali a Del Piero in vista di Inter-Juve

Verso la partitissima di sabato. Il presidente bianconero, Cobolli Gigli, confessa: "Nessun rimpianto per Ibrahimovic, è lui che ci ha voluto lasciare. Credo che Inter-Juve sia la gara giusta per Camoranesi, mi aspetto di vincere"

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Non ha più il significato dell'anno passato, quando le due formazioni si incontrarono per la prima volta dopo Calciopoli, ma Inter-Juve resta una sfida che trasmette tensioni ed emozioni. L'ha confermato Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus, intervenuto all'Ascom (l'Associazione Commercio, Turismo, servizi e Trasporti della Provincia di Torino) per promuovere l'iniziativa "Juventus e Torino con oltre 1.500 associati Ascom per il Sant'Anna", atta a raccogliere fondi per la Fondazione Crescere Insieme al Sant'Anna-Onlus.

"Il mio auspicio per sabato è quello di vincere - ha detto Cobolli Gigli -, ribadisco il concetto che secondo me Camoranesi ha le doti tecniche per fare una grande partita ed essere decisivo se Ranieri lo permetterà, anche perché non so se giocherà. E poi in questa partita vedo lo zampino di Cruz che purtroppo è la nostra bestia nera".

Parlando nello specifico della Juve, il presidente ha poi aggiunto: "I nostri ragazzi sono prima di tutto un gruppo. L'Inter è una portaerei e ha molti jet di classe a sua disposizione. La Juve è più giovane, ma ha più carattere. Non che l'Inter non ne abbia. Ma se l'Inter è una portaerei, la Juventus è una corazzata".

Inevitabili le solite domande su Ibrahimovic. "Nessun rimpianto - dice Cobolli Gigli - e spero che a fine partita non ne abbiano neppure Legrottaglie e Chiellini. Non è un giocatore che l'Inter ci ha rubato, è lui che ha voluto andare via e l'Inter fu la squadra che ci offrì di più". E allora perché non prendere Adriano al posto di Ibra? "Io non lo prenderei - ha sottolineato - Non è una critica nei suoi confronti ma più che altro perché lui non è mai stato nei nostri piani visto che abbiamo già campioni come Del Piero, Amauri, Trezeguet e Iaquinta".

Inter-Juve, dunque, è la sfida più sentita dal primo dirigente bianconero, "è il derby che io sento di più, senza nulla togliere a quello con il Toro. Ho vissuto molti anni a Milano nell'epoca di Herrera e Sivori, c'è sempre stata una sana ed intensa rivalità sportiva e deve continuare ad essere così".

Inter-Juve sarà anche importante in chiave scudetto. "L'anno scorso valeva solo per l'onore e la vendetta - ammette - Quest'anno per lo scudetto, trofeo al quale penso da sempre. Nelle ultime sette partite abbiamo dimostrato di essere estremamente competitivi". Anche se nel cuore di Cobolli Gigli resta al primo posto la Champions League. "Da tifoso sceglierei la Champions, ma conquistando una posizione in campionato che ci permetta di rigiocarla anche l'anno prossimo".

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