Diffamò l'Inter, Luciano Moggi rinviato a giudizio

Calcio
Luciano Moggi rinviato a giudizio: diffamò l'Inter
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Il procedimento fa capo ad un'intervista rilasciata a "La Repubblica" nel luglio 2006, in piena calciopoli: "Fatemi capire, il passaporto falso di Recoba per cui il club nerazzuro ha patteggiato, cos'è?". Nuovo processo per l'ex dg della Juve il 4 giugno

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Ha ricordato e parlato della vicenda dei documenti di Alvaro Recoba e di altre questioni di giustizia, sportiva o meno, che hanno riguardato l'Inter, e per questo è stato rinviato a giudizio per il reato di diffamazione. L'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, dovrà subire un nuovo processo, che inizierà il 4 giugno prossimo. La questione, al centro della questione, vagliata oggi dal gup Filippo Steidl, e che è stata portata davanti al giudice dal pm Pierluigi Cipolla, fa riferimento all'intervista rilasciata da Moggi a Repubblica, il 17 luglio del 2006, dopo l'esplosione del caso 'Calciopoli' e la prima sentenza sportiva con la quale la Juve veniva condannata alla serie C.

In un passaggio dell'articolo, l'ex re del calciomercato, si legge: "Il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'è? Qual è la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? Fatemi capire, c'è differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni?".

Alla luce di questa e di altre dichiarazioni contenute nell'intervista, l'Inter, tramite il suo legale rappresentante, Giacinto Facchetti, presentò denuncia. Il pm Cipolla, dopo aver sentito i due giornalisti autori dell'articolo, ha deciso di procedere solo nei confronti di Moggi. Il difensore dell'ex dg bianconero, l'avvocato Marcello Melandri, ha spiegato che il suo assistito, a Milano, per analoghe dichiarazioni rese a Libero, di recente, è stato prosciolto. "Inoltre - ha spiegato il penalista - malgrado abbiamo prodotto le sentenze che suffragavano le parole del nostro assistito, il giudice ha deciso di disporre il processo. In dibattimento chiariremo la questione".