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14 luglio 2009

Milan, Borriello è tornato: "Ma voglio fare l'attaccante"

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Marco Borriello in azione durante l'amichevole giocata dal Milan contro il Varese

Dopo otto mesi di stop per infortunio il giocatore rossonero è sceso in campo nell'amichevole contro il Varese giocando come esterno: "Mi sono sacrificato, sono un centravanti e Leonardo lo sa. Quest'anno cerco il riscatto". LE FOTO DEL MATCH COL VARESE

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Se c'è da dare una mano alla squadra anche in un ruolo non suo, nessun problema: Marco Borriello è pronto. C'è un però, lui si sente, è e vuole restare un centravanti, anche se nella prima uscita del nuovo Milan, Leonardo lo ha schierato attaccante esterno con Inzaghi al centro del tridente. "Mi sono sacrificato giocando in un ruolo non mio, quello di attaccante esterno a destra. Io sono un centravanti e il mister lo sa - ha dichiarato l'attaccante ai microfoni di Milan Channel -, quindi spero che al più presto potrò giocare in quella posizione. Comunque sono sempre a disposizione, in caso di bisogno, per il bene della squadra".

Il 4-3-3 è un modulo che gli piace, quindi il problema non è tanto il tridente, quanto la posizione da occupare. "Il modulo è lo stesso con cui ho giocato a Genova. Lì facevo la punta centrale e credo di averlo fatto abbastanza bene. In quella posizione mi trovo davvero bene, spero di poter fare lo stesso anche qui al Milan". Messaggi chiari da parte di Borriello che ha una gran voglia di recuperare il tempo perduto. La scorsa stagione l'ha praticamente trascorsa in infermeria. Quello con il Varese per lui è stato un test importante. "Dopo otto mesi di inattività all'inizio ero un po' teso, avevo un po' paura, ma credo sia normale. Dopo qualche minuto mi sono sciolto ed è andato tutto bene, sono contento - spiega -. Dopo una settimana di lavoro molto intenso a Varese credo che tutti abbiamo dimostrato di averci messo il massimo impegno".

Da Ancelotti a Leonardo, in casa Milan le cose sono cambiate. "E' cambiato un po' tutto - ammette l'attaccante -: innanzitutto c'è un po' più di disciplina perché il mister è molto severo. Poi si lavora sempre con la palla e questo ci consente di essere più brillanti e più reattivi rispetto, ad esempio, all'inizio della scorsa stagione". Quest'anno indosserà la maglia numero 22, una casacca pesantissima per quel che riguarda il Milan. "Per me è un numero molto presente nella mia vita, ad esempio, è il giorno del compleanno di mia mamma, e poi è quello che avevo al Genoa, nella stagione che mi ha dato grandi soddisfazioni. Infine... l'11 andava per forza cambiato, visto che non ha portato una gran fortuna l'anno scorso - spiega Borriello -. Il 22 è un'eredità pesante, ma secondo me non ha senso fare paragoni, Kakà è irraggiungibile e poi abbiamo due ruoli diversi. Insomma, per me è solo un numero che mi piace, senza altri significati".

A raccogliere l'eredità di Kakà, numeri a parti, sarà in realtà Ronaldinho. "Anch'io mi aspetto tanto da lui e spero che possa ripetere la strepitosa prima parte della scorsa stagione. Credo che, con la partenza di Kakà, si sia un po' liberato dal punto di vista mentale e sono sicuro che quest'anno ci ritroveremo un grandissimo Ronaldinho che ci farà fare il salto di qualità".