La parabola di Allegri: da Mr. Panchina d'oro a disoccupato

Calcio
Vicino al Milan prima che venisse incaricato Leonardo e poi accostato alla Juve, Allegri è rimasto a piedi
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Quella del Cagliari è la 16.a panchina che salta in A. Questa volta dietro l'esonero sembrano non esserci ragioni tecniche: il presidente Cellino sarebbe stato mosso dal sospetto che Allegri avesse già un accordo con la Juve. IL VIDEO E I GOL DEL CAGLIARI

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Dalla panchina d'oro a non aver più una panchina. E' quello che è accaduto a Massimilano Allegri in due mesi e 13 giorni. Il 1° febbraio è diventato l'allenatore più bravo della scorsa stagione, per tutti i suoi colleghi, il 13 aprile ha smesso di essere quello del Cagliari, per decisione del presidente Cellino, che a dire il vero nelle sue capacità aveva sempre creduto. Ci aveva creduto due anni fa quando scelse di puntare su di lui, benché non avesse tanta esperienza, prendendolo dal Sassuolo e gettandolo sul palco della serie A, senza prove. Ci ha creduto all'inizio di questi due campionati, quando i risultati non erano pari alle aspettative. Dunque, è difficile pensare che possano essere le sei sconfitte nelle ultime 8 partite ad aver segnato il destino di Allegri.

Non è questo recente passato ad averlo condannato, quanto piuttosto il suo prossimo futuro. Cellino si è convinto, o è stato convinto, che Allegri abbia già preso accordi con un grande club per la prossima stagione: la Juventus, secondo pettegolezzi, il Milan, per un partito con meno sostenitori. Il fatto che l'allenatore abbia preso tempo rispetto al rinnovo di contratto con il Cagliari sarebbe - secondo il presidente - la conferma di un impegno gà preso. In realtà Allegri ha sempre smentito e continua a farlo. Idem la Juventus, che fa sapere di non aver alcun ruolo in questa trama, mentre Galliani spera che Leonardo non rinunci all'ultimo anno di contratto.

Ora il Cagliari è affidato a una coppia di sardi: Giorgio Melis, allenatore della Primavera dotato di patentino, e Gianluca Festa, ex giocatore del Cagliari che ancora non ce l'ha. Due debuttanti, come lo era Allegri, come lo è stato Ballardini quattro anni fa, e Arrigoni 5. Ama i battesimi Cellino, ma non ha perso il gusto per i divorzi. Neppure in giorni in cui a Cagliari si pensava solo alle celebrazioni per i 40 anni dallo scudetto. Insomma dalla festa a Festa...

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