05 luglio 2010

Viaggio a Prandelli Town: storia e segreti del mago di Orz

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Cesare Prandelli schierato con l'Orceana, la prima squadra in cui ha giocato. Nella foto è al centro tra i giocatori in ginocchio

IL REPORTAGE. A Orzinuovi, paese del Bresciano dove è nato il nuovo ct azzurro, Sky.it incontra la famiglia e gli amici. Come il profeta Carlo: "Glielo dissi, allenerai l'Italia". E mamma Aldina: "Cesare, attento, brutta gatta da pelare". GUARDA LE FOTO


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di ALFREDO ALBERICO
da Orzinuovi (BS)

A Orzinuovi, 13mila abitanti nella Bassa Bresciana, tutto parla di Cesare Prandelli. E non solo perché 'Spuma', come lo chiamano da queste parti da quando aiutava il papà nell'azienda di bibite, da poco è stato scelto come commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. A 53 anni, l'ex allenatore di Atalanta, Lecce, Verona, Venezia, Roma, Parma e Fiorentina è il simbolo di una comunità che non ama i riflettori e ha fatto della semplicità uno stile di vita. Chiedi in giro di Cesare Prandelli e tutti rispondono che "è una persona perbene, uno che si ferma sempre a parlare con la gente quando torna a casa". "E' qui a tutte le feste comandate", sottolineano in molti come se il suo rapporto con Orzinuovi fosse un atto liturgico.

Lo abbiamo cercato nei luoghi dell'infanzia durante i giorni più caldi, e non solo per il clima torrido, quelli immediatamente successivi alla rivoluzione azzurra che ha portato all'avvicendamento con Marcello Lippi. Come se il tempo non fosse mai passato, nei bar gli anziani raccontano di Cesare il bravo ragazzo, mentre per i giovani è un esempio da seguire, come uomo e come sportivo. "Avevamo preparato due striscioni d'auguri per l'avventura in Nazionale - dicono alcuni -. Erano stati sistemati sotto casa sua, però li hanno tolti subito".

E non c'è da stupirsi. Il clamore non piace agli orceani come alla famiglia Prandelli. Figuriamoci poi alla signora Aldina, mamma del neo ct. E' lei ad aprirci le porte dell'abitazione dove il tecnico è cresciuto e a raccontarci i particolari di una carriera fantastica: "Stava facendo gli esami alle scuole medie quando lo chiamò la Cremonese. Lui era bravo, ma io ero in ansia perché troppi procuratori gli ronzavano attorno. Potevano distrarlo, no?".

Oggi invece i pensieri sono altri: "Gioisco per quello che ha fatto e per dove è arrivato. Mi sono complimentata con lui quando ho saputo della Nazionale. Ma ora deve stare attento, è una brutta gatta da pelare". Ma se mamma Aldina è preoccupata è tutta colpa, si fa per dire, di chi circa 10 anni fa predisse il futuro azzurro a Cesare. "Era allenatore del Parma - ricorda Carlo Velotti, compagno d'infanzia e oggi dirigente della scuola elementare, la stessa frequentata dal ct - e gli dissi che un giorno avrebbe allenato l'Italia. Ci siamo incontrati pochi giorni fa e abbiamo parlato proprio di questo episodio".

"I segreti del suo successo sono l'umiltà e l'impegno", sostiene Domenico Pezolla, detto "Menec" nel dialetto locale, amico di sempre e testimone di nozze di Prandelli. "Ho giocato con lui per molto tempo. Aveva qualcosa in più degli altri, anche sul piano del carisma e dell'atteggiamento in campo. Uno paragonabile ad Andrea Pirlo per caratteristiche tecniche. Abbiamo sempre creduto in lui, prima come giocatore e poi come allenatore".

La pensa così anche Lorenzo Moneta, cugino di Cesare e da anni suo osservatore in giro per il mondo. Il "Giallo", così soprannominato per la chioma bionda di qualche anno fa, dà qualche indicazione sul modulo che gli azzurri potrebbero adottare: "I giornalisti hanno sempre parlato del 4-2-3-1 di Prandelli, ma non è  così. Flessibilità è la parola d'ordine nelle sue squadre, e credo sarà così anche nell'Italia".

Per fare il commissario tecnico servono spalle larghe e a volte anche il pugno di ferro. "Prandelli ce l'ha eccome - dice Giovanni, che da bambino ha frequentato l'oratorio "Jolly" con Cesare -. Una volta ci siamo presi a cazzotti per decidere chi per primo doveva salire su una giostra. Me le ha suonate di santa ragione". Una specie di avvertimento per chi ha dubbi sul carattere del nuovo traghettatore azzurro.

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