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30 gennaio 2011

Ecco Biancucchi, il cugino umano di Messi che sogna l'Italia

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Emanuel Biancucchi in allenamento con il capitano del Cesena Beppe Colucci

L'INTERVISTA ESCLUSIVA. Emanuel, cugino del due volte Pallone d'oro, ha trascorso una settimana a Cesena prima di tornare, almeno per ora, al Monaco1860: "Mi piacerebbe tantissimo giocare in Italia, ma non sono Messi". Tranne che per Appiah... LE FOTO

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Le foto di Emanuel Biancucchi

di Matteo Veronese


"Bravo Messi, bene hombre!". Jorge, papà della "Pulce", segue l'allenamento attentamente, gli occhi fissi su un ragazzo tutto mancino che segna con un tocco morbido il primo gol della partitella 10 contro 10 e manda in rete un compagno poco dopo. Che succede al centro sportivo di Villa Silvia, dieci minuti di macchina da Cesena, dove la squadra bianconera è solita allenarsi? In campo c'è "Messi", come lo chiama insistentemente Appiah, che in pettorina arancione infila Antonioli e serve un assist d'oro al centrocampista ghanese, strappando anche qualche timido applauso. Attorno al centro sportivo, però, non c'è lo spiegamento di forze che ci si aspetterebbe per un ospite tanto "ingombrante", e la giornata fredda non basta a spiegare l'assenza di cronisti, telecamere e, soprattutto, tifosi.

Il mistero è presto svelato: in campo non c'è Lionel, due volte Pallone d'Oro col Barcellona campione di tutto, ma Emanuel. Che, di cognome, non fa neanche Messi, ma Biancucchi: è il figlio della sorella di mamma Messi, nipote di Jorge che gli fa da procuratore e lo ha accompagnato in questa -per ora- breve avventura nel belpaese. Per ora, perché Emanuel non è Messi, come tiene a ricordare spesso, ma ciò non frena la sua ambizione: "Voglio giocare in Italia, un giorno. Questa al Cesena è stata una bella esperienza, se dovessi scegliere, oggi, mi piacerebbe giocare qui". In campo lo chiamano Messi, ma lui è "un giocatore diverso. Mancino come lui, ma mi fermo qua. Lui è il migliore del mondo, il più grande: giocare nella stessa squadra sarebbe un sogno". I club italiani sono autorizzati a sognare.