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01 febbraio 2011

Mancini: "Da giovane peggio di Balotelli, ma ero più furbo"

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Roberto Mancini e Mario Balotelli, la coppia si è riformata al Manchester City dopo l'avventura all'Inter (Getty)

Il tecnico del Manchester City non è stupito dal comportamento di Super Mario: "Tra i 16 e i 20 anni ho fatto più c... di lui, ma noi non ci facevamo vedere dalla gente". Sugli atteggiamenti in campo: "All'Inter mi chiedevo se fosse scemo o forte"

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Roberto Mancini peggio di Mario Balotelli tra i 16 e i 20 anni, ai tempi del Bologna e dei primissimi approcci con la maglia blucerchiata. Strano ma vero se è lo stesso allenatore del Manchester City, ex di Lazio e Inter, ad ammetterlo in un'intervista a Gq in edicola da giovedi'. "Tra i sedici e i venti ho fatto pià cazzate di lui - ha raccontato Mancini secondo quanto si legge in un'anticipazione fornita da Gq - solo che allora c'era un'attenzione minore, ed eravamo diversi noi. Diversi perché sapevamo riconoscere l'autorità del presidente, dell'allenatore, dei vecchi del gruppo, del club. Ho avuto compagni che mostravano gli stessi atteggiamenti di Mario, uno su tutti Marco Macina, un talento purissimo che stregò anche Liedholm".

Mancini racconta quei tempi: "Avevano, anzi avevamo però il pudore di nasconderci alla gente, o forse eravamo semplicemente più furbi. Agivamo nell'ombra. Il ventenne di oggi se ne frega di tutto e tutti, è puro istinto, timido e arrogante allo stesso tempo, lo sdoganamento di certi comportamenti ha toccato innanzitutto gli adulti, per cui si sente libero di fare e anche di sbagliare. Non teme le punizioni, le subisce con un'indifferenza che spiazza e allora come fai a intervenire? Mario mi fa incazzare e ridere, sono di più le volte che mi fa ridere".

A Mancini viene chiesto se a Manchester ha portato lo stesso Balotelli che aveva lanciato qualche anno prima all'Inter. "No, è cambiato. Gli ultimi due anni all'Inter l'hanno fatto diventare un personaggio, sono arrivati i grandi soldi, è aumentata la consapevolezza di essere più bravo degli altri. La sfrontatezza è rimasta la stessa di quando si è affacciato, una qualità che mi aveva colpito e sulla quale avevo investito. Mario è un predestinato. Diciassettenne, alla Pinetina, faceva tunnel a Zanetti, a Cambiasso. Che si incazzavano di brutto e gli andavano addosso. Lui niente. Li trattava come fosse un pari età. 'O è scemo o è forte', mi dicevo. 'E' entrambe le cose', ripeteva sorridendo Sinisa, che anche per affetto perdeva molto tempo dietro di lui a fine allenamento. Per convincerlo a venire a Manchester non ci ho messo molto, sono bastate due telefonate. Gli ho dato una grande occasione: se capisce che un paio di anni in Premier lo possono completare come poche altre esperienze, significa che la testa ce l'ha".

Agli inglesi sembra che uno come Balotelli piaccia ed anche parecchio. "Se parli dei giornalisti, all'inizio si sono limitati a riprendere le cose che venivano scritte in Italia, poi hanno cominciato a lavorare di fantasia. In fondo sono storicamente affascinati dagli 'irregolari'. Best, Gazza, Cantona, Adams, Rooney: non si sono fatti mancare nulla"