Milan-Napoli amarcord, storia di un'Italia di 21 anni fa

Calcio
Ruud Gullit contro Diego Maradona. Un altro calcio in un'altra Italia (Getty)
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La gara di lunedì fra rossoneri e azzurri di nuovo decisiva per lo scudetto dal 1990. Quando Tornatore vinceva l'Oscar, il "Trottolino amoroso" di Minghi e Mietta stupiva Sanremo, Andreotti governava e c'era il Pci. E Silvio Berlusconi... GUARDA I VIDEO

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11 febbraio 1990: Milan-Napoli a San Siro, vincono i rossoneri 3-0 raggiungendo i partenopei in classifica. Poi, alla fine, fu il Napoli a cantare vittoria aggiudicandosi il titolo. Sono passati ventuno anni, e per la prima volta da allora la sfida fra Milan e Napoli torna ad essere decisiva per lo scudetto. Con altri protagonisti ma, soprattutto, in un’Italia profondamente cambiata. Dalla politica alla musica, dal cinema alla televisione: un viaggio a ritroso in un microcosmo in cui, addirittura, Silvio Berlusconi era più che altro il presidente del Milan

di LORENZO LONGHI

C’era Diego Maradona, ventuno anni fa. E c’erano le treccine di Ruud Gullit, quelle attaccate ai cappellini del merchandising, che a sua volta ancora non veniva chiamato così. Perché era l’inizio degli anni ’90, e gli impiegati commerciali si chiamavano, appunto, impiegati commerciali. Mica account manager. Poi Van Basten, Careca, Arrigo Sacchi ed Albertino Bigon, Alemao, l'Atalanta e lo scaltro massagiatore Carmando. Un calcio che non c’è più, in un’Italia che non c’è più.

Politica
- C’era Giulio Andreotti, ventuno anni fa. C’è ancora, ma l’attuale senatore a vita allora era Presidente del Consiglio. La sua sesta volta (22 luglio 1989-12 aprile 1991), non l’ultima però perché il 12 aprile 1991 fu varato l’Andreotti VII. Pentapartito spinto, una festa che neanche il bunga bunga. Anche perché Silvio Berlusconi era solamente - si fa per dire - il demiurgo della tv privata italiana, già noto come imprenditore edile e presidente di quel Milan. Difficile crederci ora. Del resto, Craxi viveva i suoi ultimi anni di gloria politica, il Muro era caduto, l’Unione Sovietica quasi e il Pci stesso non si sentiva molto bene. Già, perché in Italia esisteva ancora il Partito Comunista, che pure viveva quel periodo senza ben comprendere dove sarebbe andato a finire. Infatti il partito di Achille Occhetto - chi era costui? - era indicato dagli addetti ai lavori con un nomignolo piuttosto evocativo: “La cosa”.

Musica
- Sanremo era sempre Sanremo. Masini, che oggi ha più capelli di allora, vinceva la sezione giovani con Disperato e i Pooh (i cui figli giocavano con le macchinine, non ancora con i reality show) trionfavano fra i big con Uomini soli. Ma nell’immaginario collettivo rimasero Amedeo Minghi e Mietta. Arrivarono terzi, ma alzi la mano chi, dai trent’anni in su, non ricorda l’immortale “Trottolino amoroso e du du da da da”. Vattene amore, si chiamava.

Cinema
- Il 1990 fu l’anno di Nuovo cinema Paradiso di Tornatore, che si aggiudicò l’Oscar come miglior film straniero, mentre l’Academy premiò come miglior film in assoluto A spasso con Daisy di Beresford. Tanto per gradire, fra i candidati quell’anno ci fu, non vincente, L’attimo fuggente, un vero e proprio cult che i ragazzi di allora ricordano a memoria.

Televisione - Habemus Beautiful, che arrivò in Italia proprio il 4 giugno 1990 segnando l’inizio di un’era che, per inciso, ancora non è terminata. E mentre Oreste Lionello imitava Andreotti a Biberon, lo spettacolo di allora del Bagaglino, e il napoletanissimo Massimo Troisi continuava a non sbagliare un colpo, il calcio in tv erano Novantesimo minuto e il secondo tempo “di una partita di Serie A” sulla Rai. La colonna sonora del Napoli era Luigi Necco e quella del Milan Franco Zuccalà. Poi c’era, e già da tempo, Aldo Biscardi a guidare la crociata a favore della moviola in campo. C’è ancora. Ventuno anni dopo…



Il "caso Alemao"

Gullit spot Y10

Napoli-Milan 3-0, ottobre 1989

Milan-Napoli 3-0 (febbraio 1990)

Minghi e Mietta, "Vattene amore"

"Nuovo cinema Paradiso", il finale

Troisi, gag su Andreotti

Beautiful, prima puntata

CALCIO: SCELTI PER TE