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06 maggio 2011

Blanc nella bufera: i Bleus si spaccano tra bianchi e neri

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Laurent Blanc, ct della Francia, è un uomo solo (Getty)

Lunedì a Parigi il ct potrebbe lasciare la guida della nazionale francese. Tutta colpa del suo allarme (male interpretato?) sui giovani col doppio passaporto che crescono nelle giovanili blues e poi scelgono le nazionali maggiori di altri Paesi

FOTO: Quando il razzismo è messo fuorigioco

Bianchi contro neri. E la politica in mezzo. Ma non a far da paciere. E' questa la situazione che sta sopportando Laurent Blanc. Per vederla un po' più sfumata, da lontano, l'attuale ct della Francia ha scelto un buen retiro italiano, a Merano. Serenità, sole e paesaggi da cartolina sulle Dolomiti: il panorama opposto rispetto a quel che troverà da lunedì a Parigi, quando potrebbe lasciare la guida della nazionale.

Capitano della squadra che era esempio multietnico di vittorie, al Mondiale del 1998 e all'Europeo di due anni dopo, Blanc si sente tradito da tanta gente. Da chi ha diffuso, storpiandolo, il suo allarme sui giovani col doppio passaporto che crescono nelle giovanili blues e poi scelgono le nazionali maggiori di altri Paesi. Dagli ex compagni d'avventura in Francia: a parte Desailly, tutti i neri - compreso Thuram, leader d'opinione da quando si pronunciò sulla questione delle banlieus - si sono schierati contro di lui. E i bianchi, Deschamps, Lizarazu, Barthez... In favore.

Impossibile governare, selezionare, allenare... Vivere: con una contrapposizione così netta. Dopo aver restaurato la nazionale dalle macerie del disastroso mondiale, Laurent Blanc tornerà su una panchina di club. In Francia, lo vogliono tutti: non solo il suo vecchio Bordeaux. Ma attenzione anche all'Italia. Da giocatore è stato a Napoli e Inter. Panchine occupate. Per ora... Ma per quanto ancora?

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