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19 giugno 2011

Copa America, gli argentini Messi in condizione di vincere

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I padroni di casa "condannati" alla vittoria finale: giocano in casa e sono reduci da un deludentissimo Mondiale in Sudafrica. Storia del terzo torneo di calcio più antico del mondo. I favoriti e i precedenti da non dimenticare. LE FOTO, GIOCA A FANTACOPA

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Copa America 2011 - lo Speciale - il Calendario

La Coppa America, giunta alla 43ma edizione, torna per la nona volta in Argentina: proprio il Paese dove, nel 1916, fece il suo debutto in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'indipendenza. E' il terzo torneo di calcio più antico al mondo, dopo i Mondiali e gli Europei, e ha visto sfilare alcuni dei grandi nomi del calcio del continente e della storia: da Alfredo Di Stefano a Pelé, da Diego Armando Maradona a Ronaldo.

L'Argentina che sta lentamente passando dall'era maradoniana a quella dominata da Leo Messi è ovviamente "condannata" a vincere il torneo. I favoriti? Argentina (appunto) e Brasile, per tradizione e per il momento che attraversano; oltre che i finalisti dell'ultima edizione, nel 2007 in Venezuela, quando vinse la "verdeoro". L'Argentina   guidata dal ct Sergio ' Checho ' Batista è piena di campioni superpagati. La Seleccion gioca in casa ed è uscita con le ossa rotte dal Mondiale sudafricano, dopo la goleada con la quale la Germania mandò a casa "re" Messi, il ct Maradona e gli altri 'muchachos'. E d'altra parte sono ormai tanti anni che non vince qualche titolo internazionale di rilievo. A partire dalla prima partita (il 1° luglio a La Plata) contro la Bolivia, la Nazionale di Messi - ma anche di Pastore, Tevez, Mascherano, Aguero, e la coppia storica Zanetti-Cambiasso - non avrà respiro e dovrà puntare senza tentennamenti alla finale in programma al Monumental di Buenos Aires il 24 luglio.



I principali goleador del passato sono l'argentino Norberto Mendez e il brasiliano Zizinho, 17 reti ciascuno. Volgendo indietro lo sguardo, la America sembra in realtà un torneo soprattutto del Rio de la Plata: sia l'Argentina sia l'Uruguay hanno alzato la Coppa in 14 occasioni, mentre il Brasile lo ha fatto otto volte, il Peru' e il Paraguay due, Bolivia e Colombia in una sola occasione.

Quella del torneo sudamericano è una storia fatta di tanto bel futbol , ma anche con molta violenza. Soprattutto negli anni '40 e '50 non mancarono le partite durissime, le battaglie nelle quali volavano cazzotti e qualche patada voladora (calci molto forti), soprattutto tra uruguaiani e argentini, tradizionali 'nemici'. Ma senza dimenticare i brasiliani: a quell'epoca, erano le tre squadre padrone del calcio e protagoniste di match nei quali il nazionalismo acceso del pubblico serpeggiava anche sul campo. Le partite di quella prima volta nel 1916 si giocarono appunto in una Buenos Aires immersa in grandi feste proprio per le celebrazioni dell'indipendenza, con la presenza di Argentina, Uruguay, Cile e Brasile.

Nel 1921, al gruppone del sud si unì il Paraguay, poi via via si agganciò il nord, e arrivarono la Bolivia (nel 1926), il Perù (1927), l'Ecuador (1939), la Colombia (1945), il Venezuela (1967). Poi si aggiunsero Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Honduras e Giappone, presenti in qualche edizione quali invitati, grazie ad una modifica nel regolamento introdotta nel 1993.

A partire dagli anni '60 la Copa America perse di rilevanza per ragioni economiche e per una ventina d'anni si giocarono solo tre edizioni, senza sedi fisse. L'anno del rilancio fu il 1987, quando vennero introdotto nuove norme, soprattutto la presenza obbligatoria di 10 Paesi aderenti alla Confederacion sudamericana de futbol (Conmebol) e il rispetto di un calendario di sedi, che cominciò quello stesso anno con l'  Argentina e si concluse in Venezuela nel 2007, dopo un passaggio in ognuno dei Paesi membri. Buenos Aires e le altre città argentine ospiteranno il torneo per la nona volta, e la Seleccion cercherà per la settima volta di vincere (la prima nel 1921, l'ultima nel 1959). Tra le molte edizioni da ricordare, quella in Argentina del 1959, che segnò l'esordio nella Coppa di Pelè, la cui stella  l'anno precedente aveva per la prima volta illuminato i Mondiali svedesi, vinti dal suo Brasile contro la squadra di casa.