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18 ottobre 2011

Da calciatore a trafficante: arrestato ex della Stella Rossa

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Il servizio d'ordine sempre presente all'ingresso dello stadio della Stella Rossa, il "bollentissimo" Marakanà di Belgrado (Getty)

Jasminko Hasanbasic, con un passato nella nazionale dell'ex Jugoslavia, era a capo di un'organizzazione con base a Roma che gestiva traffici di armi e droga. Il bosniaco allenava anche una squadra "arcobaleno" composta da giocatori di numerose etnie

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Lo chiamavano "Mister", come tutti gli allenatori, di tutte le categorie. Ma nessuno poteva immaginare che quel "titolo" un giorno avrebbe dato il nome all'operazione con la quale i carabinieri del gruppo di Roma hanno smantellato un'organizzazione internazionale che importava in Italia armi dalla Croazia e cocaina dalla Spagna.

"Mister", Jasminko Hasanbasic, 54 anni, bosniaco, lo era di diritto: per il suo prestigioso passato da roccioso difensore della Stella Rossa Belgrado e della Dinamo Zagabria, con qualche apparizione nella nazionale della ex Jugoslavia; e per il suo presente di allenatore, molto noto agli appassionati del calcio amatoriale romano. Era a lui, infatti, che era stata affidata la guida dell'Intercontinental Foootball Club, squadra "arcobaleno" composta da giocatori di numerose etnie (romeni, croati, senegalesi, moldavi, etiopi), nata cinque anni da un'idea del direttore sportivo, Giorgio Ajò, che per assemblare una rosa "capace di unire differenti culture e di favorirne l'integrazione" pescò a piene mani nei diversi tornei nazionali tra immigrati che si svolgono nella capitale.

La squadra, che nel suo palmares vanta anche un successo in un campionato Acli, si allena sui campi del circolo Tevere Lazio, nella zona di Tor di Quinto. E a Roma, appese le scarpette da calciatore al fatidico chiodo, Jasminko aveva messo le radici, con casa in zona Bastogi e un avviato autolavaggio. Che il football però fosse il suo chiodo fisso lo dimostrano anche le intercettazioni acquisite dai carabinieri nell'inchiesta che ha portato al blitz di oggi: al telefono Hasanbasic parlava spesso con il suo connazionale e factotum, Duman Hamidovic, 32 anni, anche lui giocatore dell'Intercontinental. Jasminko teneva i contatti con i fornitori di armi in Croazia, Duman procurava i clienti: ma al telefono usavano un linguaggio criptico in cui i "giocatori" stavano per armi comuni, gli "attaccanti" per armi da guerra, le "scommesse" per gli ordini d'acquisto, lo "stadio" per il luogo di scambio, il "presidente" per il fornitore. Da qualche settimana Jasminko aveva trovato un altro lavoro, da guardiano in una società nel bergamasco ed è lì che i carabinieri lo hanno raggiunto e arrestato: in un paese, manco a dirlo, chiamato Calcio.

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