24 novembre 2011

Cuore Toro. Ecco tutti gli eroi della leggenda granata

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La copertina del libro "Tutti gli uomini che hanno fatto grande il Torino F.C."

Un nuovo libro racconta la gloriosa e tormentata storia del club, tra grandi trionfi e tragedie. Ricordando giocatori, tecnici e presidenti che rappresentano l'anima più autentica di un collettivo che ha fatto scuola in Italia. UN ESTRATTO

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"Tutti gli uomini che hanno fatto grande il Torino F.C.", in libreria dal 16 novembre, racconta la storia granata dal 1906, anno di fondazione, fino ai giorni nostri. Un viaggio fatto di trionfi, dolori, partite memorabili e grandi uomini. Giocatori, tecnici, presidenti che rappresentano l'anima più autentica di un grande club. Ecco l'introduzione del libro, scritto da Lorenzo Longhi, giornalista della redazione sportiva di Sky.it.

di LORENZO LONGHI

Se mai esiste una squadra, in Italia e in Europa, il cui nome da solo basta a evocare concetti quali grinta e carattere, questa è sicuramente il Torino. Basti pensare a termini e locuzioni come “tremendismo”, “cuore Toro” o “quarto d’ora granata”, coniati ad hoc per identificare un club unico nel suo genere. Una storia di ineguagliabili leggende, atroci tragedie, momenti di ritrovato splendore e ingloriose cadute, vissute dai tifosi con una dignità e un orgoglio che non hanno eguali.
Anche per questo la scelta dei cento uomini – anzi qualcuno di più, considerando che le vicende di Aldo e Dino Ballarin e dei quattro fratelli Martin sono racchiuse in monografie uniche – è stata particolarmente ardua. In generale, ho voluto dare spazio a chi, in granata, ha fatto tutta la trafila partendo dal vivaio sino ad arrivare in prima squadra, a chi magari è stato munifico re per un solo giorno, a uomini che hanno acceso la fantasia del pubblico non tanto o non solo per le loro qualità tecniche, quanto per granatissimi temperamento e animus pugnandi.
Inevitabile qualche esclusione eccellente, per peso specifico e statistico. Allora, vediamo di recuperare, con una ipotetica formazione, i primi fra i non eletti, in un 4-3-1-2 intergenerazionale e piuttosto competitivo: Bodoira; Corradini, Zecchini, Ezio Rossi, Francini; Rampanti, Venturin, Massimo Crippa; Peirò; Bresciani, Hernandez. Allenatore: Mondino Fabbri. Senza dimenticare Emile Bongiorni, Rubens Fadini, Ruggero Grava, Piero Operto e Julius Schubert, i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri e Andrea Bonaiuti, l’allenatore Leslie Lievesley e il massaggiatore Osvaldo Cortina, componenti della famiglia granata scomparsi in quel tragico punto di non ritorno che è stato Superga.
Non c’è poi Urbano Cairo, il presidente che nel 2005 ha ricostruito la società portandola fuori dalle secche del fallimento. Una scelta che vuole essere uno sprone verso un continuo miglioramento, nella speranza di vedere l’imprenditore rientrare dalla porta principale nella prossima pubblicazione di questo genere. Significherà, quel giorno, avere ritrovato il vero Toro.

Tratto da Lorenzo Longhi, "Tutti gli uomini che hanno fatto grande il Torino F.C.", Edizione Castelvecchi, collana Ultra Sport

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