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10 febbraio 2012

Libertadores 2012, ecco le favorite e i talenti da importare

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Ronaldinho in azione nel match vinto dal Flamengo contro il modesto Real Potosi

Otto gruppi da 4 squadre per la prima fase, un calendario molto simile alla Champions, con la differenza che anche la finale si gioca sulla doppia sfida. Caccia al Santos campione. Da Ganso al redivivo Adriano nel Corinthians, tutti gli assi da seguire

LA SCORSA EDIZIONE - Il trionfo del Santos di Neymar

Guida tv: così la Copa Libertadores su Sky

di Emiliano Guanella
(da Buenos Aires)

È appena iniziata e già ci sono i primi botti e le prime sorprese. La Copa Libertadores 2012, evento esclusivo per l’Italia di Sky Sport, promette un’immersione nel miglior calcio italiano con gli occhi puntati sui talenti già consacrati, il ventenne fenomeno Neymar in testa e molti da scoprire anche in chiave del calciomercato che verrà. Otto gruppi da 4 squadre per la prima fase, un calendario in pratica molto simile alla Champions League, con la differenza che anche la finale si gioca sulla doppia sfida e che i gol segnati in trasferta non valgono doppio. Le prime sfide fanno capire che nel torneo per club più antico del continente tutto può succedere. Il Nacional di Montevideo, dove gioca ancora Alvaro Recoba è andato a vincere in casa del Vasco da Gama, nel sempre impegnativo stadio dell’Engenhao di Rio de Janeiro. Il solido Velez Sarfield, semifinalista l’anno passato, si è sbarazzato con un comodo 3-0 in trasferta del Defensor Sporting di Montevideo, i messicani del Cruz Azul hanno portato a casa i tre punti nella difficile Asuncion, in casa del Nacional. Proviamo a fare un quadro delle squadre favorite, nella consapevolezza comunque che si tratta di un torneo capace di far brillare anche gli outsider più impensati.

SANTOS: il campione in carica è senza dubbio il favorito d’obbligo per diverse ragioni, ma soprattutto perché ha saputo trattenere i suoi gioielli, Neymar in testa, richiestissimi dai grandi club europei. La squadra allenata da Muricy Ramallo conta sull’estro di Ganso a centrocampo, anche se vittime di diversi acciacchi e infortuni, sulla solidità di un reparto difensivo che si rinnova con l’enorme vivaio interno e che potrà contare anche sul neoacquisto Jorge Fucile difensore uruguaiano classe 1984 proveniente dal Porto. Per il Peixe la Libertadores è sinonimo di gloria ma anche l’obbiettivo più importante della stagione.

BOCA JUNIORS: la squadra allenata da Julio Cesar Falcioni torna dopo tre pesantissimi anni di assenza nel massimo torneo continentale e lo fa sulla scia di una stagione impressionante, campione imbattuto del torneo Apertura e fresco vincitore dei due derby estivi nelle partite amichevoli con gli odiati cugini del River Plate, finiti in serie B. Il “vecchietto” Juan Roman Riquelme continua ad essere il regista e perno di tutta la squadra, che si avvale dell’esperienza in difesa del veterano Rolando Schiavi, 39 anni e non sentirli, ma anche si due nuovi acquisti desiderosi di fare bene, Santiago Silva, che torna in Argentina dopo il flop nella fiorentina e l’ex Catania Pablo Ledesma. Il Boca Juniors è il Rey de copas in Sudamerica e sono ancora freschi i ricordi dei successi dell’epoca di Carlos Bianchi; solo il tempo dirà se in casa xeneize torneranno i tempi d’oro.

CORINTHIANS
: per la grande nobile del calcio brasiliano, campione in carica del Brasilerao, la Libertadores è l’obbiettivo più importante dell’anno. Se non si vince si deve perlomeno arrivare più avanti dei nemici santisti e delle squadre di Rio de Janeiro. Squadra solida in tutti i reparti, pur non avendo fuoriclasse capace di sbilanciare da soli una partita. A meno che non si speri davvero nell’ennesimo ritorno di Adriano, arrivato decisamente fuori forma all’inizio di questa stagione.

LE “CARIOCAS”
: Flamengo, Fluminense e Vasco Da Gama, erano anni che la scuola di Rio de Janeiro non riusciva a piazzare tante squadre nella Copa. Il Mengao guidato da Ronaldinho si è classificato vincendo senza strafare lo spareggio contro il modesto Real Potosi. Flu e Vasco vogliono confermare quanto di buono visto nell’ultimo campionato nazionale dove hanno lottato fino all’ultimo per il titolo. Anche qui, l’importante è il trionfo finale ma soprattutto arrivare davanti alle rivali cittadine.

VELEZ SARFIELD: di sicuro la squadra più solida e costante degli ultimi anni in Argentina. Il tecnico Ricardo Gareca sa gestire molto bene il gruppo, i dirigenti sanno offrire sempre ricambi di qualità di fronte all’inevitabile esodo dei pezzi migliori (Maxi Moralez, Ricki Alvarez, lo stesso Santiago Silva). La semifinale persa l’anno scorso contro il Penarol pesa ancora, la voglia di rifarsi è altissima e lo si è visto nell’esordio senza problemi contro il Defensor. Candidata sicura.

URUGUAY PRESENTE: il calcio uruguiano è cresciuto tantissimo a livello di vivai giovanili e di nazionale, con l’ottimo lavoro del Maestro Tabarez. Adesso è arrivato il turno dei due club storici, dove giocano giovanissimi e vecchie glorie tornate a fine carriera ma che possono dare l’esperienza necessaria in una competizione complicata come la Libertadores, come Alvaro “Chino” Recoba (Nacional) e Marcelo Zalayeta (Penarol).

UNIVERSIDAD CATOLICA, LA SORPRESA
: dopo la vittoria nella Copa Sudamericana, al ritmo dei gol del neo acquisto del Napoli Vargas i cileni guidati dal bravo tecnico argentino Sampaoli vogliono dimostrare di non essere più una squadra rivelazione ma una grande del continente. Sono i favoriti del gruppo 3, forse il più abbordabile di questa prima fase.

GLI OUTSIDER: Il loro obbiettivo è passare la fase a gruppi, ma hanno tutte le carte in regola per andare molto più avanti, campionati nazionali permettendo. Tra di loro il Lanus di Mauro Camoranesi, l’Internacional di Andres d’Alessandro, gli ostici paraguaiani dell’Olimpia, i messicani del Cruz Azul, già finalisti in passato con il Boca, il Deportivo Quito, forte della difficoltà per le altre squadre di giocare nel loro stadio, a 2600 metri sul livello del mare. Subito dietro, gli argentini dell’Arsenal di Sarandi e del Godoy Cruz di Mendoza e i peruviani del Juan Aurich. Siamo appena partiti, ma una cosa certa; le emozioni per gli appassionati di calcio sudamericano non mancheranno di certo.

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