26 febbraio 2012

Psicodramma Inter: perde anche a Napoli. Ok Lazio e Udinese

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Ranieri esce sconfitto dal San Paolo, tra l'esultanza dei giocatori del Napoli

Settima sconfitta consecutiva fra campionato e coppe per i nerazzurri, battuti 1-0 al San Paolo da un gol di Lavezzi. La zona Europa si allontana sempre più: vincono infatti anche la squadra di Reja (1-0 alla Fiorentina) e i friulani (3-1 a Bologna)

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Dopo la serata di San Siro e le mille polemiche su Milan-Juventus, i posticipi domenicali della 25esima giornata di Serie A hanno meglio delineato la classifica delle inseguitrici e, dunque la zona Europa. Vincono Udinese, Lazio e Napoli, perde l'Inter al San Paolo per una classifica che recita ora così: terzo posto a pari merito per Udinese e Lazio a quota 45, quinto il Napoli a 40, sesta la Roma a 38 e settima l'Inter a 36.

Napoli-Inter 1-0 - E’ durata poco meno di un’ora la linea Maginot dell’Inter al San Paolo. C’è voluto tutto l’estro di Lavezzi, al quarto centro nelle ultime tre partite, per abbattere la barriera difensiva architettata da Ranieri per provare ad evitare la settima sconfitta consecutiva tra coppe e campionato e un sempre più probabile addio alla panchina. Il gol del Pocho, oltre a rilanciare ulteriormente le ambizioni da terzo posto del Napoli, sancisce, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la totale crisi d’identità, gioco e risultati di un’Inter apparsa stanca, svogliata e arrendevole. I nerazzurri al San Paolo sono stati in totale balia degli azzurri. Lucio e Samuel ce l’hanno messa tutta, ma anche per due difensori come loro diventa pressoché impossibile resistere alla furia di un Napoli compatto e redivivo anche quando si è ritrovato in 10 per l’espulsione di Aronica. Difficile a questo punto non pensare ad un ulteriore cambio in panchina dalle parti di Appiano Gentile. Moratti alla vigilia aveva lasciato intendere quanto questa partita potesse risultare decisiva per il destino del tecnico romano. E le indicazioni in tal senso lasciano poco spazio all’ottimismo. Dall’altra parte invece, Mazzarri ha di che sorridere. In una sola settimana il suo Napoli è riuscito a piegare Chelsea prima, e Inter poi, ma soprattutto ha scoperto una nuova vena sottoporta del Pocho che fa ben sperare tanto in campionato quanto in Champions. Con questo successo gli azzurri restano sempre a 5 punti dal terzo posto, ma scavalcano la Roma portandosi al quinto posto staccando l’Inter anche in classifica. Se per gli azzurri la festa è appena cominciata, per i nerazzurri la crisi è tutt’altro che finita.

Lazio-Fiorentina 1-0 - La Lazio arrivava da una settimana turbolenta, con le dimissioni di Reja poi rientrate. Oggi, all’Olimpico, l’allenatore biancoceleste si è seduto in panchina tra gli applausi e gli striscioni dei tifosi. Ed è arrivata un’importante vittoria contro la Fiorentina per 1-0, in una partita priva di grandi emozioni e spettacolo. A sbloccare il risultato è stato Klose, nel primo tempo. Dall’altra parte non si vede una grande Fiorentina, che aveva invece bisogno di riscattarsi dai ko con Napoli e Bologna. Decisamente sbiadito l’attacco viola, privo anche di Amauri. Le occasioni create sono davvero poche. Ci prova Cerci, che segna ma il gol è in fuorigioco. Niente da fare. Finisce 1-0 per i padroni di casa. Ecco, i due volti dell’Olimpico. Da una parte, la maggiore serenità di Reja. Dall’altra, la preoccupazione dell’ex Delio Rossi.

Bologna-Udinese 1-3 - Dopo avere portato a casa solo un punto nelle ultime tre partite, l'Udinese riprende fiducia e torna alla vittoria a Bologna: al Dall'Ara è finita 3-1 per i bianconeri, in rete con un rigore di Di Natale e una splendida marcatura di Basta. Deve maledire soprattutto Diego Perez, il Bologna, se a un certo punto la partita si è messa male: è uno che fa legna a centrocampo, l'uruguagio, ma è anche uno dei giocatori più fallosi della Serie A (nonché il più ammonito: anche stavolta non si è fatto mancare il giallo, l'undicesimo) e l'intervento scomposto con cui ha abbattuto Di Natale per il rigore dello 0-1 conferma come la troppa foga giochi pessimi scherzi. Certo: c'è da discutere - e non è poco - se il fallo sia avvenuto dentro l'area o appena fuori, ma sulla scarsa intelligenza dell'intervento non vi sono dubbi. Basta ha legittimato la supremazia. Poco Bologna, contro l'ex Guidolin, e i gol di Koné e Floro Flores nel finale servono solo per le statistiche.

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