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24 marzo 2012

Maradona: "Ridatemi Napoli, Mou? Ha prosciugato l'Inter"

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Diego Armando MAradona vorrebbe tornare a Napoli

L'ex ct dell'Argentina e attuale tecnico dell'Al Wasl vorrebbe sistemare la questione con il fisco italiano per poter tornare al San Paolo a tifare la sua ex squadra. Sul campionato: "Il Milan è la squadra migliore". Sulla Juve: "Bentornata"

FOTO: sfoglia tutto l'Album Maradona

Dal suo Napoli ai problemi col fisco, passando per Juve, Inter, Ibrahimovic e Messi. Lunga intervista concessa alla "Gazzetta dello Sport" da Diego Armando Maradona, ancora amareggiato per l'eliminazione in Champions del 'suo' Napoli. "Ma ora è importante che arrivi terzo, in modo da replicare subito l'esperienza in Champions - l'auspicio dell'ex Pibe de Oro - se ha già fatto bene alla prima partecipazione, mi aspetto che l'anno prossimo vada anche meglio".

E con la rosa che Mazzarri ha a disposizione tutto è possibile. "Il Pocho corre a perdifiato, con o senza palla, squilibra ogn"i schieramento avversario - sottolinea - ma Cavani è diventato implacabile, e Hamsik continua a piacermi. Sono bravi e giocano con il cuore". Maradona sogna di tornare al San Paolo per vedere i partenopei dal vivo ma prima c'è da risolvere la querelle col fisco italiano. "Ci voglio andare io da Befera, è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita. Che mi ha sottratto non tanto occasioni di lavoro, quelle vanno e vengono ed è inutile tornarci su, ma 18 anni di amore dei napoletani. Io non sono un evasore fiscale, ho in mano una sentenza del '94 nella quale si dice che non devo nulla, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perché. Voglio chiudere la questione e tornare a Napoli dalla porta grande. Voglio semplicemente entrare al San Paolo libero di tifare come tutti i napoletani. E poi vorrei tanto bermi un caffé in piazza Pleibiscito con Giordano, Carnevale, Renica, con tutti i miei vecchi compagni".

Da Dubai, dove allena l'Al Wasl, Maradona segue il calcio italiano. "E' tornata la Vecchia Signora - continua - la rinascita della Juventus mi sembra il dato saliente di questa stagione, e ci aggiungo purtroppo perché nella prospettiva di lottare presto per lo scudetto il Napoli ha una concorrente terribile in più". Nella corsa al tricolore il favorito resta il Milan, "ha un vantaggio piccolo ma pesante e probabilmente è ancora la squadra migliore", oltre ad aver avuto "il coraggio di investire su un allenatore giovane in un mondo che mi pare imbalsamato". E poi c'è Ibra. "Allenarlo non deve essere facile ma è un purosangue - dice dello svedese - lo metto quasi allo stesso livello di Cristiano Ronaldo, che ovviamente è secondo solo a Messi. La mia classifica: Messi, Ronaldo e poi Ibra e Rooney a pari merito".

Maradona è anche un grande estimatore di Balotelli ("è ancora un ragazzino e, come sappiamo, i suoi problemi non sono in campo ma fuori, ma penso che con il sostegno paterno di Mancini lo stia portando sulla strada giusta"), anche se non è Supermario la chiave di rendimento della Nazionale di Prandelli. "Non esageriamo, ci sono altri buoni giocatori. Io ne ho in testa soprattutto due: Marchisio, che ha la determinazione a emergere dai campioni, e Pirlo, che pare un ragazzino. Se posso fare un augurio a Prandelli, i recuperi di Cassano e Rossi trasformerebbero la vostra Nazionale".

Tornando alla serie A, si è invece chiuso il ciclo dell'Inter. "Il tempo passa per tutti. E a volte qualcuno lo accelera - il pensiero dell'ex ct dell'Argentina - è stato Mourinho. Un grande anche per questo, riesce a farsi dare tutto dai suoi giocatori". Chiusura, inevitabile, su Messi, del quale avrebbe voluto essere compagno di squadra. "C'è una dote, soprattutto una, che nessuno ha mai avuto come me e Leo: la velocità di pensiero - commenta Maradona - allenandolo, la cosa di me che rivedevo in lui era la fulminea comprensione di come l'azione si sarebbe sviluppata. E' una qualità innata, una cosa da computer. Potendo dialogare con uno che pensa alla stessa velocità, entrambi avremmo dato ancora di più".