Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
01 giugno 2012

Bye bye sogno americano: chi più va ad Est più guadagna

print-icon

Sarà la crisi economica che da tempo attanaglia anche la superpotenza a stelle e strisce, ma il salary cap , tetto degli ingaggi che riguarda tutte le società sportive americane rischia di rendere meno appetibile la Major League Soccer

di Alfredo Alberico

L'american dream, quel sogno americano decandato in lungo e in largo dal cinema statunitense, non esiste più. Bisogna farsene una ragione, almeno nel calcio. Sarà la crisi economica che da tempo attanaglia anche la superpotenza a stelle e strisce, ma il salary cap, tetto degli ingaggi che riguarda tutte le società sportive americane (le cosiddette franchigie) rende oggi meno appetibile la Mls -Major League Soccer- ai campioni che, più o meno a fine carriera, ricevono offerte da questo campionato. Per un Marco Di Vaio che già ha stretto un'intesa con il Montreal Impact, altre stelle del calcio mondiale potrebbero tentennare e addirittura rifiutare l'invito. L'ex juventino Alessandro Del Piero su tutti, considerato vicino alla stessa formazione canadese. Alla finestra anche un altro Alessandro, l'ex milanista Nesta.

Cos'è il salary cap? - Cifra massima che ogni squadra ha a disposizione per pagare gli ingaggi dei propri giocatori, il salary cap è stato tra i motivi della serrata che ha paralizzato metà stagione nella Nba (il campionato di basket). Un limite diventato nel pallone piuttosto rigido. Nella Mls gli stipendi degli atleti sono pubblicati sul sito ufficiale della lega: David Beckham dei Los Angeles Lakers, con i suoi 3 milioni di dollari nel 2012, è il calciatore che guadagna più di tutti; 44mila dollari, invece, rappresentano la cifra minima che finisce sul conto corrente ad esempio di Emiliano Bonfigli, attaccante argentino del Real Salt Lake City.

Ci credono solo i colombiani - Al sogno americano


"Go Est" - Ormai lo sanno anche i muri, chi più va ad Est più guadagna. I soldi, quelli sì a vagonate, lì danno solo i grandi magnate del calcio d'Oriente. In Russia in particolare, come insegna la vicenda dell'ex interista Samuel Eto'o, passato circa un anno fa all'Anži con un contratto di 20,5 milioni di euro a stagione per tre anni. Bruscolini, a confronto, i dollari percepiti da Beckham. Ecco perché anche uno mosso ancora da grande come Del Piero potrebbe virare verso

"America me senti, America me senti",