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17 giugno 2012

Grecia, sognando di battere la Germania ai calci di rigore

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"Adesso dateci la Merkel! " invocano i quotidiani greci dopo la conquista dei Quarti e alla vigilia di un voto che può decidere la sorte della Ue. Ma la Grecia non muore mai , come il suo eroe eponimo Karagounis, ed è strafelice di essere nell'Euro

Il calcio - ha detto qualcuno parafrasando Marx sulla religione - è l'oppio dei popoli. Prendete la Grecia: preoccupata per problemi infinitamente più grandi, può regalarsi un sorriso. Per la nazionale, tutti convinti e compatti dietro a Karagounis. Caparbio come Achille, furbo come Ulisse, leader come Agamennone. Giorgios Karagounis  dopo la prima giornata era l'uomo della beffa, con il rigore sbagliato contro la Polonia. Ora è il nuovo Eracle che regala i quarti, evoca il mondo ellenico e si lancia nell'operazione sogno quasi- impossibile.

La storia insegna che tutto può essere, nel 2004 l'ex interista segnò in finale contro Cristiano Ronaldo  per una vittoria pazzesca. La filosofia invece ci dice  che Karagounis è l'uomo del destino che trasforma le idee in realtà. Meglio di Socrate, Eraclito e compagni. Infatti leggendo la formazione di questa Grecia Papadopoulos, Katsouranis, Papastatopulos, Karagounis, Salpingidis sembra di scorrere le pagine dei vecchi libri del liceo in un confronto impossibile con un minimo comune denominatore: la Grecia davanti a tutti.  Platone in porta, Aristotele  terzino, Socrate e Archimede in attacco. Un calcio ragionato alla crisi.

Quella Grecia era insuperabile. Questa lo è un po' meno, ma Karagounis nel mondo delle idee potrebbe essere inserito negli undici colleghi più famosi. Certo gli servirebbe la barba lunga e una capacità riflessiva da super uomo  ma quanto a forza di volontà non sarebbe secondo a nessuno. Così come la sua squadra. Più debole, spacciata, in crisi, ma alla fine sempre viva. La Grecia non muore mai e mai come questa volta è felice di essere nell'Euro. PS= cari Platone e Aristotele, questa non è retorica.